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Caduta dei capelli: cause e rimedi nutrizionali

Caduta dei capelli: cause e rimedi nutrizionali

È tra i disturbi più diffusi e colpisce prevalentemente gli adulti. La perdita dei capelli, almeno in Italia, interessa circa il 50% della popolazione maschile e femminile. I fattori scatenanti sono molteplici. Tant’è che, oltre ad essere un problema estetico, la caduta dei capelli è anche un importante campanello d’allarme in merito ad eventuali patologie che occorre individuare per intervenire in tempo. Dai rimedi naturali all’alimentazione: scopriamo insieme come contrastare la calvizie e non solo.

Perché i capelli cadono

Spesso una chioma folta e luminosa è considerata sintomo di buona salute. Assistere alla perdita di qualche ciocca, pertanto, può essere interpretato come un cattivo presagio. In realtà, la caduta dei capelli è un fenomeno naturale. Si tratta di un ciclo di rigenerazione suddiviso in tre fasi:

  1. Anagen, la vera e propria crescita dei capelli che può durare anche fino a 7 anni;
  2. Catagen, l’interruzione fisiologica delle funzioni vitali del capello. In genere si verifica progressivamente entro 15 giorni;
  3. Telogen, il cosiddetto riposo funzionale (90-100 giorni) che si conclude con il distacco dei capelli più “vecchi” per far posto ai nuovi.

In totale, nelle donne la fase anagen è lunga 3-7 anni. Negli uomini, invece, può avere una durata pari a 2-4 anni. La costante alternanza tra “crescita” e “morte” dei capelli, però, può essere condizionata da diversi aspetti che rischiano di accelerarne la caduta, a tratti anche massiva.

  • I cambi di stagione, ad esempio, sono tra le cause più incisive, soprattutto l’arrivo dell’autunno.
  • In estate, vento, sole, salsedine possono “aggredire” i bulbi, danneggiandoli e indebolendoli.
  • Lo stesso si può dire dell’eccessiva esposizione all’inquinamento.
  • Pesano anche stati di stress generati dal ritorno alla routine dopo le vacanze, da impegni impellenti e ravvicinati, o da scadenze imminenti.
  • Carenze nutrizionali, se connesse alla scarsa assunzione di proteine o alla mancanza di ferro (in periodi di flusso mestruale abbondante per le donne) possono intaccare il benessere dei capelli. La ferritina, in particolare, nutre i bulbi piliferi.
  • Fumo, alcol, e altre abitudini malsane, come l’utilizzo prolungato di prodotti per acconciature o per l’igiene del cuoio capelluto, possono contribuire al diradamento della chioma.

Se la caduta dei capelli diventa permanente, e le zone libere sulla testa si fanno sempre più evidenti, così come la sensazione di prurito, allora è il caso rivolgersi a uno specialista che sappia riconoscere la vera ragione o patologia alla base della perdita.

Malattie che provocano la caduta dei capelli

Esistono, infatti, diverse malattie in grado di innescare il distacco del fusto del capello dal cuoio. Tra le più determinanti, ricordiamo

  • Telogen Effluvium, caduta improvvisa ma destinata a durare poco. I capelli dapprima appaiono secchi e opachi, e in un secondo momento tendono a cadere. È caratteristica soprattutto dell’universo femminile. Si manifesta dopo il parto, o durante l’allattamento o la menopausa. Ma può essere causata anche da malattie infettive croniche e deficit endocrini;
  • Alopecia androgenetica, tipica dei soggetti maschili tra i 20 e i 60 anni. Consiste nella riduzione dei bulbi piliferi e può interessare tempie, fronte e area superiore della testa. I capelli diventano sottili e deboli, fino a staccarsi. “Colpa” dell’enzima 5-alfa-reduttasi che converte il testosterone in DHT, conosciuto anche come diidrotestosterone;
  • Alopecia areata, patologia autoimmune. Quando il sistema immunitario attacca i follicoli piliferi, rischia di restringerli e interrompere la crescita della chioma, con chiazze rotonde alquanto visibili. In genere, l’alopecia areata è accompagnata anche dalla perdita dei peli del viso, ciglia e sopracciglia comprese. L’evoluzione, però, imprevedibile perché, dopo anni di calvizie, è possibile assistere a una ricrescita spontanea;
  • Lupus, altra malattia autoimmune cronica, capace di intaccare il funzionamento di diversi organi e apparati, con sintomi quali stanchezza, mal di testa, anemia, dolori articolari, anomalie nella coagulazione del sangue e caduta dei capelli;
  • Ipotiroidismo. Disfunzioni ormonali possono influenzare la ghiandola sebacea con conseguente perdita dei capelli. Non solo. Contrasti tra tiroide e difese immunitarie possono velocizzare questo processo. È la tiroide di Hashimoto, disturbo che prevede l’infiammazione della ghiandola tiroidea in stato di forte iperattività. Fastidi che si alleviano lentamente, man mano che il livello di ormoni tiroidei si abbassa.

Rimedi per la caduta dei capelli

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Di fronte a queste problematiche, è indispensabile agire tempestivamente. Pertanto, dopo aver attestato la causa che ha provocato la caduta dei capelli, è necessario ricorrere al rimedio più efficace. Sono due, nello specifico, gli aspetti da tenere in considerazione: alimentazione e integrazione.

In prima istanza, vi sono svariate formulazioni in grado di rafforzare il bulbo pilifero e rendere i capelli più sani. Alcune si assumono sottoforma di capsule e compresse. In altri casi, si tratta di lozioni da applicare sul cuoio capelluto. Di certo, tra gli ingredienti più gettonati per la loro efficienza, meritano di essere citati

  • la Bardana, ricca di tetraterpeni, fenoli e poliacetileni, seboregolatori e antibatterici, particolarmente utilizzati nei trattamenti anticaduta;
  • il Timo che, grazie all’apporto di timolo, pinene e linalolo, gode di proprietà balsamiche ideali in caso di irritazione del bulbo pilifero;
  • l’Olmo, composto da tannini con spiccato tropismo cutaneo, consigliato per le turbe di natura endogena, come l’alopecia;
  • l’Ortica, fonte di sali minerali, aminoacidi, componenti azotati, acidi organici, altamente nutrienti e con azione esfoliante;
  • il Rosmarino, contenente monoterpeni a basso peso molecolare, capace di rallentare la degenerazione dei tessuti, e favorire l’irrorazione di sangue ai capillari, utile quando la perdita dei capelli persiste;
  • l’Aloe Vera, che lenisce il cuoio capelluto danneggiato, ricreando condizioni favorevoli per le cellule ciliate. Consente di eliminare il sebo che si deposita sui follicoli e impedisce la crescita dei capelli;
  • la Liquirizia, in grado di placare la secchezza del cuoio, pulire i pori e rinforzare i follicoli piliferi.

Se si soffre di alopecia androgenetica, poi, è indicato affidarsi a Serenoa Repens, Ajuga Reptans, Fillanto ed Epilobio, estratti vegetali che bloccano l’enzima 5-alfa reduttasi e i recettori del DHT, regolando l’attività del testosterone.

Infine, tra le altre sostanze naturali di grande aiuto contro la perdita dei capelli, occupano un posto d’onore il Collagene marino idrolizzato con oligopeptidi che incoraggiano la ricrescita della chioma; l’Acido Ialuronico, capace di ricostituire apparato pilifero, unghie e tessuti connettivi; i flavonoidi della soia.

Capitolo dieta. Un regime alimentare squilibrato, privo di alcuni nutrienti, contribuisce senza dubbio alla caduta dei capelli. Per scongiurare questo pericolo, è opportuno, innanzitutto, prediligere cibi proteici ad alto valore biologico, come frutta e verdura (2-3 porzioni al giorno), e legumi. Garantirsi, infatti, un corretto apporto giornaliero di proteine (0,8/1 grammo per kg di peso corporeo) evita il progressivo inebolimento della chioma. È bene anche lasciare spazio a carboidrati, fibre e alimenti ricchi di Omega 3: pesce, noci, frutta secca, olio d’oliva, irrinunciabili se l’intento è rinvigorire il cuoio capelluto. Lo stesso discorso vale per l’acqua: idratarsi adeguatamente rende i capelli più forti. Attenzione, però, alle quantità di zuccheri semplici (caramelle, dolci, bibite zuccherate). Troppi glucidi incentivano la produzione di insulina e cortisolo, col rischio di imbattersi in ulteriori squilibri ormonali.

L’importanza delle vitamine

Le vitamine, dal canto loro, svolgono un ruolo di prim’ordine per il benessere dei capelli, soprattutto se assimilate mediante l’alimentazione.

  • La vitamina C combatte i radicali liberi che possono rovinare le cellule del capello. Si trova soprattuttto in agrumi, kiwi, fragole, pomodori, peperoni, prezzemolo.
  • La vitamina A difende la chioma da eventuali attacchi esterni. È suggerita in caso di secchezza e fragilità dei capelli, poiché modula la sintesi delle cheratine e facilita la formazione di mucopolisaccaridi. Ne sono fonti latte, carote, albicocche, verdure a foglia verde.
  • La vitamina E, antiossidante e tipica di olio extravergine d’oliva e frutta a guscio, è un toccasana per pelle e capelli, perché stimola la corretta ossigenazione dei tessuti, in particolare del cuoio capelluto.
  • Discorso analogo per le vitamine del gruppo B che sintetizzano cheratina e nutrono i follicoli piliferi. La loro presenza è significativa in cereali integrali, uova, lievito di birra.

Non solo le vitamine. Anche i minerali si rivelano indispensabili per la salute dei capelli. Il selenio rinnova le cellule del cuoio capelluto; lo zinco supporta il sistema immunitario; il rame interviene nella produzione di collagene e nella sintesi di emoglobina; il ferro partecipa al trasporto dell’ossigeno nel sangue.

Conclusioni

La caduta dei capelli può essere provocata da fattori endogeni (stress, patologie) o esogeni (stagionalità, inquinamento, sostanze nocive, cattive abitudini). Per rimediarvi, il primo passo da compiere è migliorare la propria dieta, includendo alimenti “alleati” di cuoio capelluto e bulbi piliferi. In secondo luogo, tornano utili integratori composti da estratti vegetali e principi attivi, da assumere oralmente o da applicare topicamente.

Da non sottovalutare anche i benefici derivanti da un corretto stile di vita, caratterizzato da costante attività fisica. Ritagliarsi un po’ di tempo per se stessi, infatti, permette di alleviare stati estremamente stressanti, alla base della perdita dei capelli.

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