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Mangostano Succo: Proprietà benefiche e cosmetiche

Mangostano Succo: Proprietà benefiche e cosmetiche

Ricorrere a rimedi naturali per contrastare patologie e disturbi fisici si rivela spesso la soluzione più salutare. E il mangostano rientra proprio nella categoria dei frutti tropicali funzionali per il benessere del nostro organismo. Proveniente da una pianta sempreverde del Sud-Est asiatico, è riconoscibile per la buccia violacea e la polpa carnosa. Dal 2009, in Italia, è stato commercializzato inizialmente sottoforma di succo, evidenziandone le proprietà antitumorali e contro Parkinson e Alzheimer. Successivi studi scientifici, però, hanno rilevato la fallacia di queste presunte azioni “miracolose”. Dapprima ritirato dal mercato, è stato poi reintrodotto come integratore e “superfood”, e non più come medicinale a tutti gli effetti.

Ricco di fibre e carboidrati, il mangostano presenta significative quantità di calcio, vitamine, xantoni, ferro, acido folico e potassio. Tra i sali minerali anche manganese, rame e magnesio. Frutto ipocalorico per eccellenza, si distingue per lo scarso apporto di proteine e grassi, e per l’impatto quasi nullo sul colesterolo.

Mangostano: proprietà del frutto

Proprio per i valori nutrizionali, il mangostano gode di specifiche caratteristiche che lo rendono un toccasana per la nostra salute. Principalmente, migliora le funzioni intestinali e riequilibra la flora batterica, grazie proprio al connubio vincente tra fibre e vitamine.

Oltre alle ben note proprietà digestive, funge anche da potente antiossidante. L’alta concentrazione di sostanze come gli xantoni permette di contrastare l’invecchiamento cellulare e di bloccare i processi infiammatori, causati spesso da attacchi batterici o virali. Combattendo i radicali liberi, infatti, il mangostano protegge la pelle, rendendola più elastica e idratata, ritarda l’insorgere di rughe, e cura psoriasi, acne ed eczemi. Scongiura il rischio di ictus e malattie coronariche, e rimpolpa cellule e fluidi corporei.

Tra i composti contenuti nel mangostano, è possibile rintracciare anche:

  • le catechine, appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, molecole con azione preventiva nella degenerazione precoce dei tessuti;
  • i tannini, polifenoli con funzione astringente, vasocostrittori capaci di ridurre la secrezione ghiandolare. Ideali per la motilità dell’intestino e l’attività metabolica;
  • gli stilbeni, fenoli a basso peso molecolare, con effetto antifungino. Difendono l’organismo dai danni provocati dall’eccessiva esposizione ai raggi UV.

Non solo. Pare che, stando ad alcune ricerche, il mangostano rafforzi le difese immunitarie, e abbia conseguenze positive su cervello e sistema nervoso, soprattutto se abbinato ad altre sostanze immunostimolanti, come lo zinco.

Integratori di Succo di Mangostano: quando utilizzarli

A questo punto, la domanda che sorge spontanea è: come si assume il mangostano? Può essere consumato al naturale: sbucciato, affinché rimanga la polpa di colore bianco, dal sapore dolciastro e dalla quale si può ricavare il succo.

Come alimento, viene conservato in magazzini riscaldati e all’asciutto, e si mantiene integro per 20-25 giorni. Si è soliti mangiarlo fresco, ed è ingrediente prediletto per dessert, pietanze salate o per le abbuffate di frutta a fine pasto. C’è chi è ghiotto dei semi, gli stessi che, tra le popolazioni asiatiche, vengono bolliti o arrostiti. Cento grammi di mangostano, contengono 60-63 calorie.

Oggi, in commercio, è disponibile anche come olio o in forma di integratori (polveri, capsule o pastiglie). In quest’ultimo caso, è preferibile ricorrervi nei mesi più freddi o nei cambi di stagione, poiché decisivo contro febbre e raffreddore. Vi sono anche altre circostanze, però, in cui può rivelarsi utile affidarsi a integratori di mangostano, conosciuto anche col nome di Garcinia Mangostana:

  • ipertensione;
  • diabete;
  • riduzione dei livelli di colesterolo e trigliceridi, ripulendo il sangue dagli eccessi di grassi assimilati con l’alimentazione;
  • patologie neurodegenerative;
  • arteriosclerosi;
  • stipsi. Placa l’infiammazione delle mucose e la peristalsi intestinale;
  • depressione. Regola, infatti, i livelli di serotonina, l’ormone del buon umore;
  • nella cosmesi, come anticellulite. L’inestetismo più temuto dalle donne può creare fastidi, in particolar modo quando si avvicina l’estate. Inserendo il mangostano all’interno della dieta, è possibile incentivare l’eliminazione dei liquidi dal corpo, e, di conseguenza, della cellulite, ottimizzando la microcircolazione linfatica. Motivo per il quale diverse industrie farmaceutiche ed erboristiche, specializzate nella bellezza e nella cura della persona, hanno deciso di investirvi.

Per incrementarne i benefici, soprattutto sul sistema immunitario, contro i malanni di stagione, è consigliato combinare integratore di mangostano e papaya fermentata.

Il mangostano, inoltre, viene impiegato in fitoterapia, in India e Cina: la buccia viene essiccata e polverizzata, risultando un ottimo rimedio per la diarrea. Si preparano unguenti per la pelle, decotti per cistite, gonorrea e problemi di stomaco.

Nelle Filippine, ad esempio, le foglie fungono da antipiretico. La radice, invece, viene usata per regolarizzare il flusso mestruale, mentre l’estratto della sola corteccia, definito “amibiasina”, è perfetto per la cura della dissenteria da amebiasi, parassitosi provocata da Entoameba histolytica.

Controindicazioni

Accanto alle già citate proprietà, però, alcuni studi sottolineerebbero effetti collaterali del mangostano sull’essere umano. Uno studio condotto da Altroconsumo, associazione in prima fila per la difesa dei diritti dei consumatori, infatti, ha manifestato fondate perplessità per ciò che concerne le funzioni del frutto tropicale in questione. Di contro, ulteriori analisi più recenti, pubblicate sul Nutrition Journal, ne hanno elogiato le peculiarità antinfiammatorie, sostenendo addirittura che il consumo giornaliero porterebbe a una riduzione della proteina C reattiva (PCR), i cui valori si alzano in caso di infiammazioni o infezioni. Da qui, lo sviluppo di malattie cardiovascolari e sindrome metabolica.

Qual è la verità, dunque? È assodato ormai che il mangostano, oltre ai tanti vantaggi, abbia anche alcune controindicazioni, soprattutto per i soggetti ipersensibili e allergici alla frutta.

  • Causa costipazione, se consumato in abbondanza. Vi sono addirittura patologie intestinali che possono aggravarsi.
  • Dal momento che il mangostano aumenta la produzione di globuli rossi, è sconsigliato se si è affetti da poliglobulia essenziale (conosciuta anche come malattia di Vasquez).
  • Interferisce con gli anticoagulanti. Se assunti parallelamente, possono generare dannosi sanguinamenti gastrointestinali. Il mangostano, infatti, tende a innalzare la pressione sanguigna dal momento che la buccia è fonte di beta-mangostina. Ecco perché entra in contrasto col processo di coagulazione, necessario per evitare emorragie.
  • Può portare a eruzioni cutanee, prurito e orticaria. Dolore toracico, gonfiore di bocca e gola, le altre possibili conseguenze. E ancora: insonnia, bruciori addominali e articolari, mal di testa e dolori muscolari.
  • Da riconsiderare se in gravidanza o allattamento.

In presenza dei suddetti fenomeni, o prima di ricorrere a integratori di mangostano, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia, in grado di consigliare il trattamento più affine ai propri disturbi e a patologie croniche già evidenziate.

Conclusioni

Tra gli errori più gravi da non commettere, vi è quello di considerare il mangostano sostituto della chemioterapia. È vero che può aiutare a prevenire il cancro, ma non può curarlo. Serve, pertanto, valutare con attenzione le molteplici informazioni che circolano sul web, non sempre veritiere. È certo, comunque, che la sua utilità cresce se affiancato da costante attività fisica e corretta alimentazione.

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