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Prostatite: i 10 migliori rimedi naturali per la tua prostata

Prostatite: i 10 migliori rimedi naturali per la tua prostata

La prostatite è una patologia ampiamente diffusa tra i soggetti maschili che hanno dai 30 ai 50 anni. Consiste nell’infiammazione della ghiandola prostatica, meglio nota nel linguaggio comune come prostata. Le cause alla base della prostatite sono diverse. Le strade da percorrere per prevenirla o curarla, altrettanto. Si può intervenire mediante trattamento medico, un’adeguata alimentazione o rimedi naturali in grado di alleviarne le conseguenze.

Prostatite e sintomatologia

Spesso si crede che la prostatite sia una neoplasia o una patologia strettamente legata al tumore o all’ingrossamento della prostata. In realtà, è un processo infiammatorio che interessa la ghiandola esocrina dell’apparato genitale maschile, situata, in particolare, sotto la vescica urinaria, davanti all’intestino retto, in una zona chiamata pelvi. Esistono differenti tipologie di prostatite, che è possibile distinguere in base ai sintomi e alla gravità. La prostatite acuta di origine batterica o di tipo I colpisce improvvisamente e rapidamente. La prostatite cronica o di tipo II, invece, è un disturbo costante che può essere causato dall’attacco di batteri o da altri fattori. Se i livelli di infiammazione sono alti, si può parlare di sindrome pelvica cronica infiammatoria. Se l’infezione, invece, è esigua, siamo in presenza di prostatite di tipo IIIA o sindrome pelvica cronica non infiammatoria. Nel caso in cui non si rilevi alcun sintomo, si tratta di prostatite asintomatica.

A proposito di sintomatologia. È possibile comprendere se si è affetti da prostatite qualora si riscontrino

  • dolori pelvici e mal di schiena (nella parte bassa);
  • disuria, ovvero difficoltà e forti fastidi al momento dell’emissione dell’urina;
  • bruciore alla minzione;
  • incontinenza o frequenza/urgenza minzionale, soprattutto durante le ore notturne;
  • eiaculazione precoce o impotenza;
  • diminuzione della libido e infertilità.

In situazioni più gravi, anche febbre alta, brividi, vomito, nausea e dolori muscolari.

Le cause della prostatite

Non è semplice individuare le cause alla base della prostatite. Tra le più comuni, è doveroso annoverare

  • cateterismo vescicale eseguito in modo non corretto;
  • alcune tipologie di lavoro che prevedono sforzi fisici a vescica piena;
  • stitichezza;
  • diabete;
  • sport, come equitazione e ciclismo, che comportano l’assunzione, per lunghi intervalli di tempo, di posizioni poco confortevoli a livello di bacino e vescica;
  • prolungata eccitazione sessuale senza sfogo.

Più frequentemente si è soliti associare la prostatite all’ipertrofia prostatica benigna, che consiste nella ritenzione cronica, con conseguenze a livello infiammatorio e, in alcuni casi, infettivo. A tal proposito, è opportuno individuare le diverse cause associate alle tipologie di prostatite precedentemente menzionate.

  • Scarsa igiene, difese immunitarie basse e cattive abitudini come alcol, fumo, sedentarietà, diete squilibrate, possono generare batteri in grado di colonizzare l’uretra e la prostata attraverso il sangue, le vie linfatiche ed altri organi. In genere, si tratta di Escherichia coli, batteri fecali provenienti dall’intestino. Questi i fattori che determinano l’insorgere della prostatite batterica acuta.
  • Se un’infezione curata si ripresenta perché i batteri resistono al trattamento medico, in quanto situati in altri distretti irraggiungibili dagli antibiotici, si parla di prostatite batterica cronica.
  • Se, invece, i sintomi della prostatite sono cronici, ma le cause non sono batteriche, la responsabilità è da attribuire a stress, ansia, traumi a livello professionale, sportivo o sessuale, malformazioni delle vie urinarie, emorroidi, stipsi, disordini alimentari, malfunzionamento del sistema immunitario.

Per capire se si soffre di prostatite, in presenza di sintomi evidenti, è necessario effettuare specifici esami clinici, come l’esplorazione rettale digitale, la palpazione dei linfonodi inguinali, l’analisi del sangue e delle urine, la spermiocoltura, il tampone uretrale. In alternativa, è consigliato svolgere un test urodinamico, in grado di valutare le funzionalità di uretra e vescica nello svolgimento dei compiti più frequenti: immagazzinamento ed espulsione di urina.

Come curare la prostatite con i rimedi naturali

Per alleviare i sintomi della prostatite, si è soliti affidarsi a trattamenti antibiotici della durata di circa 3-6 settimane, su consulto medico. I tempi della cura, però, possono allungarsi qualora l’infezione persista. In linea di massima, sono farmaci capaci di penetrare il tessuto connettivo che avvolge la ghiandola: la cosiddetta capsula prostatica.

Là dove la prostatite si manifesti con effetti più lievi, o in via del tutto precauzionale, si può ricorrere a rimedi naturali. Tra i più potenti, figurano senza dubbio:

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Quercetina C di Farmaenergy – Integratore antiossidante

  • la Quercetina, composto naturale a cui abbiamo già dedicato un approfondimento in un precedente articolo. Trattasi di un flavonoide in grado di ottimizzare diverse attività biologiche del nostro organismo. Ideale contro le infezioni batteriche, è indicata soprattutto in caso di prostatite cronica di tipo III. La Quercetina, infatti, allevia gonfiore e infiammazione, bloccando la produzione di ossido nitrico. Contrasta l’effetto dei radicali liberi, rivelandosi anche un ottimo antiaging. Rallenta così l’invecchiamento della pelle, e migliora le funzioni cardiovascolari;
  • l’Ortica, soprattutto se si soffre di ipertrofia prostatica, poiché capace di ridurre le dimensioni della prostata. Secondo alcune ricerche scientifiche, infatti, pare che sia ricca di sostanze chimiche con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. L’Ortica è tra i componenti impiegati nella realizzazione di integratori per la prostatite. Si può assumere, inoltre, sotto forma di tisana (basta lasciare le sue foglie in infusione per 10 minuti) o come decotto se si opta per le radici;
  • il Polline d’api, fonte di proteine, aminoacidi, sostanze grasse, glucidi, flavonoidi, vitamine e sali minerali. Svolge azione tonica ed energizzante. Placa i dolori causati dalla prostatite, e scongiura l’eventuale ingrossamento della prostata. Da consumare, però, solo se non si è allergici;
  • l’Epilobio, i cui benefici furono scoperti a inizio Novecento dalla guaritrice austriaca Maria Treben. Stando a diversi studi, infatti, sembra che la pianta, ottimo antinfiammatorio, favorisca lo svuotamento della vescica, e faciliti così l’espulsione dell’urina. Ecco perché l’Epilobio è consigliato contro tutti i fastidi della prostatite. Aiuta anche a ridurre le dimensioni della ghiandola prostatica, se assunto come infuso;
  • il succo di Aloe Vera. Immunostimolante, antibatterico e antivirale, allevia l’infiammazione della prostata, soprattutto in presenza di infezioni. Ricco di principi attivi, il succo di Aloe Vera gode di proprietà analoghe all’olio di pino silvestre. Antisettico, rinfrescante e diuretico, coadiuva la minzione;
  • i semi di zucca, ricchi di zinco e per questo toccasana per gli ormoni androgeni. Incidono, infatti, sul loro metabolismo, contrastando l’attività della prolattina e dell’enzima 5alfa-reduttasi, che trasforma il testosterone in DHT. I semi di zucca contengono anche betasteroli, sostanze che abbassano i livelli di colesterolo cattivo, e intervengono in caso di ipertrofia prostatica, bloccando la conversione di testosterone in diidrotestosterone e inibendo il legame di quest’ultimo con i recettori degli androgeni;
  • il Licopene, antiossidante, caratteristico di pomodoro, pompelmo, anguria e, in generale, dei frutti color rosa o rosso. Contribuisce soprattutto alla prevenzione del tumore alla prostata;
  • la Serenoa Repens, o palma nana, i cui frutti riequilibrano gli ormoni maschili, e sono impiegati nel trattamento di prostatite e alopecia.

Sinergie tra alimentazione e rimedi per la prostatite

In caso di prostatite, è bene sottolineare come anche l’alimentazione giochi un ruolo fondamentale. La dieta mediterranea, in primis, garantisce il benessere della ghiandola prostatica. Si tratta, peraltro, di un regime alimentare molto simile a quello consigliato per chi soffre di problemi cardiaci. Frutta, verdura e grassi sani sono le priorità. In particolare

  • frutti di bosco, come mirtilli, fragole, lamponi, more. Fonte di antociani, prevengono lo stress ossidativo, spesso causa di diverse patologie che attanagliano il nostro organismo;
  • verdure crocifere, come broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles. Contengono una sostanza in grado di uccidere le cellule tumorali, tutelando, in questo caso, la prostata;
  • pomodori cotti che, come già ribadito, sono ricchi di licopene. L’olio d’oliva, come condimento, accresce le loro potenzialità;
  • tè verde, scrigno di catechine, antimutagene e anticancerogene. Bere alcune tazze di tè al giorno, infatti, allontana il rischio di infiammazioni alla prostata;
  • pesce d’acqua fredda, come sardine, trote e salmoni. Sono fonti di Omega 3, acidi grassi che il nostro corpo non è in grado di produrre. Anche oli di origine vegetale, come quello di noci o di semi, racchiudono ampie quantità di Omega 3 che, come provato da una ricerca dell’Health Professionals Follow-Up Study, riduce il pericolo di morire a causa di carcinomi alla prostata.

Per beneficiare di una corretta alimentazione, serve mangiare ogni giorno almeno cinque porzioni di frutta e verdura. Prediligere cibi a base di farine integrali. Limitare carne rossa, carni lavorate e prodotti caseari, stracolmi di grassi saturi. Lo stesso si può dire di prodotti da fast food, alimenti confezionati, bibite zuccherate e gassate. Attenzione anche a dolci e sale, quest’ultimo spesso usato in abbondanza nella preparazione di cibi in scatola e congelati. Mangiare lentamente, senza esagerare, soprattutto quando si è già sazi, è l’ennesima buona abitudine da seguire.

Integrazione e dieta possono essere affiancati da alcuni esercizi volti proprio a migliorare la salute della prostata. Sono movimenti che coinvolgono i muscoli del bacino e la respirazione, da svolgere sia in posizione eretta che da sdraiati o seduti. Si lavora così sulla pelvi, sull’ano e sull’ampliamento dello spazio intercostale. Efficace anche la posizione Gatto-Mucca dello yoga, che si sviluppa facendo leva su palmi, ginocchia e piedi: ne beneficiano i muscoli addominali e la cervicale. Esistono, poi, altri ausili, come massaggi e cuscini, utili ad alleviare il dolore durante la minzione. In ogni caso, trattandosi di una patologia con risvolti a volte gravi, è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia prima di ricorrere ai rimedi sopraindicati.

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