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Intossicazione da metalli pesanti, sintomi e rimedi

Intossicazione da metalli pesanti, sintomi e rimedi

Per avvelenamento causato da metalli pesanti intendiamo la non tanto remota situazione in cui sostanze contenenti metalli come piombo, mercurio, cadmio, alluminio, oro, argento, etc., sia presenti nell’aria, nel terreno, nei cibi che ingeriamo, ma anche nei farmaci o materiali che quotidianamente maneggiamo per le più svariate attività umane, entrino in contatto con il nostro organismo e siano assorbiti da esso in forma sia acuta che cronica.

Quando parliamo di metalli pesanti facciamo riferimento al loro peso atomico che corrisponde al rapporto di un singolo peso dell’atomo considerato che ha con una unità scelta di riferimento, unità internazionale IUPAC, che è stata determinata essere un dodicesimo del peso atomico del carbonio.

Per esempio, se parliamo del peso atomico del piombo questo numero adimensionale identifica che il piombo “pesa” 207, 2 volte più del 1/12 del peso del carbonio preso come riferimento.
L’avvelenamento descrive appunto le conseguenze fisio-patologiche cioè l’impatto che tali sostanze sono in grado di causare sulle normali funzioni di organismi animali e vegetali, in particolare su organi, tessuti ma anche singole cellule.

Come entriamo in contatto con i metalli pesanti?

Abbiamo visto come questi metalli possono entrare in contatto con noi attraverso l’alimentazione, i farmaci, le attività lavorative particolari, ma anche per cause naturali come eruzioni vulcaniche o come scarti della lavorazione industriale…), quindi tutte le vie d’accesso possibili sono implicate: la via topica (attraverso la pelle), l’ingestione diretta attraverso la bocca, ma anche attraverso l’inalazione dell’aria che respiriamo (attraverso i polmoni).

Inoltre, possiamo classificare queste tossicità come acute se facciamo riferimento a un contatto improvviso o a una situazione continua, cronica, come quella in cui possiamo dire di vivere quotidianamente, nonostante da più parti ci si affanni a rassicurarci che tale situazione è per lo più relegata a eventi catastrofici e rari.

Ovviamente i bambini e gli organismi in crescita sono i più esposti e suscettibili agli effetti negativi conseguenti: infatti, in tali organismi l’assorbimento per esempio del piombo risulta maggiore se rapportato a quello di adulti.

Sintomatologia di un’intossicazione da metalli pesanti e trattamento

Una volta chiarito come tali sostanze abbiamo una estrema capacità ad entrare in contatto con il nostro corpo, quello dei nostri figli, ma anche di animali e piante che vivono con noi, vediamo alcuni sintomi caratteristici che rappresentano sicuramente una spia importante di avvertimento: al primo posto senz’altro una nausea improvvisa e non relata a episodi alimentari, accompagnata spesso da vomito, diarrea, crampi addominali; questo per quanto riguarda sintomi di avvelenamento acuto; mentre per quelli di un avvelenamento cronico, segnaliamo, oltre a quelli visti in precedenza solo ripetuti e presenti cronicamente, un malessere generale con febbre, debolezza e dolori articolari.

Nausea, vomito, diarrea e dolore addominale sono sintomi comuni di ingestione acuta di metalli e altre situazioni non correlabili e questo rende più pericoloso tale fenomeno che rischia di essere trascurato o scambiato per altre cause nosologiche.

L’esposizione cronica può causare vari sintomi derivanti da danni agli organi del corpo e può aumentare il rischio di cancro: ovviamente in questo caso le caratteristiche più marcate di sintomi e segni clinici possono indirizzare il medico verso una diagnosi più precisa.

Il trattamento dipende dalle circostanze dell’esposizione.

Ovviamente segni e sintomi di avvelenamento possono variare a seconda del tipo di metallo “ingerito” e ovviamente dalle quantità assunte.

Come abbiamo già detto, neonati e bambini piccoli vanno incontro a un rischio maggiore e a conseguenze più gravi che rischiano di compromettere anche seriamente il proseguo della crescita.
I primi sintomi possono essere persi perché sono spesso non specifici; ma una esposizione eccessiva e danni a diversi organi possono verificarsi anche se una persona non ha sintomi molto evidenti.

Per un quadro più completo riportiamo un elenco di segni e sintomi che non vuole essere esaustivo ma dare una indicazione più precisa; alcuni segni e sintomi di avvelenamento da metalli possono includere:

  • Dolore addominale, nausea, vomito e diarrea (i sintomi caratteristici con la maggior parte dei casi di ingestione di metallo acuta);
  • Disidratazione;
  • Anomalie cardiache come cardiomiopatia o battito cardiaco anormale (aritmia);
  • Sintomi del sistema nervoso (per esempio intorpidimento, formicolio di mani e piedi e debolezza;
  • Anemia (un sintomo classico dell’esposizione cronica al metallo);
  • Danno ai reni;
  • Danno al fegato;
  • Irritazione polmonare o accumulo di liquidi (edema);
  • Disfunzione cerebrale come perdita di memoria;
  • Linee orizzontali sulle unghie;
  • Cambiamenti nel comportamento;
  • Ossa malformate nei bambini o ossa indebolite;
  • Aborto spontaneo o parto prematuro in donne in gravidanza.

La diagnosi di avvelenamento da metalli pesanti abbiamo visto che può non sempre essere facile: ovviamente se si tratta di lavoratori di industrie metallurgiche in generale; in questo caso sarà sempre sospettato un coinvolgimento di metalli pesanti qualora il paziente presenti una serie di segni e tipici come detto in precedenza.
L’avvelenamento da metalli pesanti viene spesso per la prima volta sospettato sulla base della storia e / o dei sintomi di un paziente coerente con l’esposizione eccessiva (importante una raccolta dati sulla vita del singolo paziente: anamnesi).

Ecco alcuni test analitici che possono aiutare a diagnosticare la tossicità dei metalli pesanti o aiutare a determinare quanto sia grave l’esposizione:

  • Test di funzionalità renale;
  • Analisi delle urine (ricerca di proteine ​​nelle urine);
  • Studi sulla funzionalità epatica;
  • Emocromo completo (CBC) con striscio periferico;
  • Studi di imaging come T.A.C., ecografia, le radiografie addominali;
  • Elettrocardiogramma ed indagini specifiche di funzionalità cardiaca.

I metalli più comunemente presenti nei test di routine comprendono piombo, mercurio, arsenico, cadmio e cromo.
Metalli meno comunemente testati possono includere alluminio, berillio, cobalto, rame, ferro, manganese, nichel, platino, selenio, rodio, silicio, argento e tallio.

Trattamento

Il trattamento principale dell’avvelenamento da metalli pesanti come azione fondamentale è l’allontanamento dall’esposizione al metallo o metalli implicati.
Il trattamento base si basa sull’utilizzo di sostanze naturali o sintetiche in grado di “chelare”, letteralmente prendere con le pinze, legare, la sostanza implicata e consentire all’organismo di espellerlo attraverso gli emuntori disponibili ma principalmente attraverso le urine, le feci e la pelle e i polmoni, attraverso la trans-espirazione.

Tre farmaci comuni per il trattamento di avvelenamento da metalli sono: BA (Dimercaprol), calcio EDTA (etilendiamminotetracetico sali di calcio) e penicillamina.

Ognuno di queste sostanze sono in grado di legarsi strettamente (covalentemente…) a vari metalli e favoriscono la loro eliminazione dal corpo con tossicità accettabili.
Un trattamento più completo prevederà anche interventi sintomatici scelti volta per volta.
In alcuni casi, il ricorso alla lavanda gastrica e alla respirazione assistita sono tra gli interventi (in acuto) più necessari e utilizzati.

L’esposizione professionale ai metalli pesanti richiede la prevenzione attraverso l’uso di maschere e indumenti protettivi.

Qualora siano presenti sintomi o si sospetti la presenza di edema cerebrale sarà utile somministrare un particolare diuretico (Mannitolo) insieme a farmaci corticosteroidei (cortisone in primis), e sottoporre il paziente a monitoraggio intracranico. L’insufficienza renale può richiedere l’emodialisi e / o altri trattamenti speciali.

Per quel che riguarda invece il trattamento naturale delle intossicazioni da metalli pesanti “più leggere”, le aziende che producono integratori alimentari hanno sviluppato formule contenenti i seguenti composti:

  • Alga clorella e altre alghe;
  • Coriandolo (Coriandrum sativo);
  • Selenio e Glutathione e SOD (superossidodismutasi) come enzimi che bloccano lo stress ossidativo;
  • Crusca di riso;
  • Metil sulfonil metano;
  • Acido alfa lipoico;
  • Alcuni aminoacidi come la taurina e la glutammina;
  • Le vitamine C ed E.