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Metabolismo lento: le cause e i rimedi più efficaci

Metabolismo lento: le cause e i rimedi più efficaci

C’è chi può mangiare di tutto senza fermarsi e non ingrassa. E c’è chi, invece, prende peso alla sola vista del cibo. La “colpa”, spesso, ricade rispettivamente sul metabolismo veloce e su quello lento. Ma quanta verità si nasconde dietro queste affermazioni? Innanzitutto, bisogna chiarire cosa si intende con metabolismo. È l’insieme delle reazioni biochimiche che avvengono all’interno del nostro organismo, il quale assembla micromolecole per crearne di più grandi (anabolismo) o suddivide macromolecole per generarne di più piccole (catabolismo).

Il metabolismo basale, peraltro, costituisce quasi il 70 per cento della spesa energetica quotidiana. Ma se si escludono disfunzioni ormonali, a parità di sesso e massa muscolare (tra i fattori più incisivi), le variazioni individuali sono davvero minime. È evidente che le persone più grasse abbiano un metabolismo più lento rispetto a quelle più magre. Ma questa è solo una conseguenza del sovrappeso, non la causa scatenante.

Inoltre, se ci si sottopone a diete eccessivamente ferree, si rischia di diventare intollerabili al nuovo regime alimentare, in cui la fame la fa da padrona, e l’abbuffata, a questo punto, è il passo successivo capace di mandare all’aria qualsiasi altro tentativo di rimettersi in forma.

Metabolismo lento: cosa fare

Per riallineare i propri parametri, è necessario controllare quante calorie si assumono ogni giorno. Il punto di partenza per una donna sarebbe calcolare kg* x 18-20, e per un uomo kg* x 20-22 (in caso di soggetti in normopeso o in leggero sovrappeso). Se in entrambi i casi non si dimagrisce poiché si è raggiunto uno stallo metabolico, e le calorie sono troppe poche, è consigliabile interrompere la dieta e provvedere al graduale rialzo delle stesse (almeno 200 kcal in più ogni settimana).
È semplice accorgersi che il proprio metabolismo non funziona come di dovere. Senso di affaticamento perenne, pressione bassa e sudorazione eccessiva sono i sintomi più frequenti. Si diventa, inoltre, molto sensibili al freddo, l’intestino si impigrisce generando gonfiore, stitichezza e dolori addominali. Ma si riscontra anche secchezza di pelle e capelli.

Le cause del metabolismo lento

Una dieta squilibrata, prettamente ipocalorica, è tra le cause più comuni del rallentamento del metabolismo, perché il corpo si abitua a ricevere poca energia, e abbassa le sue capacità di bruciare grassi e calorie. Non solo. Il metabolismo lento può essere provocato anche da:

  • Sedentarietà. Quando si fa attività fisica, il metabolismo viene stimolato. Se, invece, ci si muove poco o niente nel corso di tutta la giornata, rallenta con scarse possibilità di ripresa.
  • Sesso. Gli uomini hanno una massa muscolare maggiore rispetto alle donne, per cui ne soffrono di meno, anche se nelle donne le attività metaboliche ingranano soprattutto in gravidanza, man mano che si va avanti con la gestazione. Tendenzialmente, invece, il sesso femminile è vittima di metabolismo lento in menopausa, poiché diminuisce tanto la funzionalità della tiroide quanto la produzione di ormoni.
  • Età. Fino ai 30 anni, il metabolismo tende ad essere veloce, per poi rallentare col passare del tempo. Verso i 60 anni, infatti, subisce, in genere, una brusca frenata.
    Stress. Quando si è nervosi, solitamente si esagera con cibi dannosi per il nostro organismo, che hanno un impatto negativo soprattutto sul metabolismo.

Come sbloccare e velocizzare il metabolismo lento

Una soluzione potrebbe essere principalmente quella di svegliarsi presto la mattina, bere un bicchiere di acqua e limone (quest’ultimo disintossica, riattivando le funzioni metaboliche e digestive), e magari prediligere una lunga passeggiata. Così facendo, il corpo si abitua a lavorare sin da subito, bruciando grassi già dalle prime ore della giornata.

Fare attività fisica, d’altronde, è un toccasana se l’obiettivo è accelerare il metabolismo. Alternate due o tre allenamenti alla settimana, non superiori ai 40 minuti, includendo esercizi aerobici e tonificanti. Yoga e pilates i più consigliati. Mantenete un ritmo costante, senza concedervi pause troppo lunghe o sveltire bruscamente i vostri movimenti. Cambiate periodicamente il programma, così da favorire gli adattamenti metabolici necessari per affrontare nuovi stress. Se poi non avete tempo di fare sport, parcheggiate l’auto un po’ più lontano del solito, usate la scopa invece dell’aspirapolvere, salite con le scale e non con l’ascensore: piccoli trucchi per evitare atteggiamenti sedentari nocivi.

Evitate, inoltre, diete troppo restrittive. Non saltate i pasti e non digiunate. Fate, piuttosto, spuntini sani, anche due volte al giorno, a base di frutta, frutta secca (come le noci che compensano le quantità di Omega 3 e Omega 6 presenti nel nostro organismo) e semi (sesamo, lino, girasole, zucca). Seguite, quindi, un regime alimentare equilibrato, in cui trovino ampio spazio anche verdura, ricca di sostanze antiossidanti, uova, pesce azzurro, spezie (cannella e zenzero) e legumi (lenticchie, fagioli). Bilanciate proteine e carboidrati. Le prime aumentano il tasso metabolico del 15-20 per cento; i secondi forniscono glicogeno indispensabile al sistema muscolare che altrimenti non godrebbe dell’energia necessaria soprattutto in caso di attività sportiva. Ecco perché, in particolare, l’hummus, ovvero la crema di ceci, è consigliata prima di ogni esercizio: facilita l’eliminazione di grassi durante lo sforzo, e stabilizza gli ormoni e i livelli di zucchero nel sangue.

Anche il sonno svolge un ruolo fondamentale. Dormire poco, infatti, intacca negativamente il metabolismo, fa aumentare la fame, altera i nostri parametri vitali. Per cui, un riposo notturno di almeno 8 ore sarebbe l’ideale.

Integratori naturali per accelerare il metabolismo

In alcuni casi, può risultare più efficace abbinare a una dieta corretta e a un’adeguata attività fisica, anche integratori fitoterapici, in grado di sbloccare e accelerare il metabolismo. Tra tutti, ricordiamo:

Garcinia Cambogia. Pianta appartenente alla famiglia delle Guttiferae. Produce un frutto contenente acido idrossicidrico che inibisce la produzione del precursore degli acidi grassi e dei trigliceridi. Tipica dell’India e del Pakistan, influisce, inoltre, sulla sensazione di fame. Proprio per queste sue proprietà, la Garcinia Cambogia è spesso suggerita come coadiuvante del dimagrimento in regimi ipocalorici. C’è da dire che i suoi benefici effettivi e le metodologie d’assunzione sono ancora in fase di studio. Pertanto, risulta prematuro stabilire un dosaggio ottimale.

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Tè verde, proveniente dalle foglie della Camellia Sinensis, che se sottoposte a una prolungata azione del vapore, sprigionano polifenoli con funzione antiossidante, in grado di inibire la sintesi degli acidi grassi. Azione antiobesità, dunque, favorita dall’aumento della termogenesi e dalle proprietà diuretiche dello stesso tè verde.
Quercia marina, alga utilizzata soprattutto nel trattamento del sovrappeso. Fonte di vitamine e minerali, la fucus vesiculosus svolge anche attività depurativa e di bonificazione metabolica, in particolare quando le funzioni della tiroide sono rallentate. Coadiuvante numero uno nelle cure dimagranti.

Rodiola. Conosciuta anche come Rhodiola rosea, proviene dalle alture della Mongolia, ma è ormai diffusa in tutti il mondo. Migliora principalmente il rapporto tra muscoli e grassi, limitando il senso di fame. Incisiva in ambito sportivo, ottimizza le performance degli atleti, riduce il tempo di recupero post-esercizio, limita l’affaticamento, aumenta la resistenza. Questo perché è tra le piante adattogene più influenti in circolazione.

Matè. Diffusa in Sud America, le sue foglie sono dotate di proprietà diuretiche, stimolanti, depurative e antiossidanti. Il suo consumo, infatti, favorisce la digestione, l’eliminazione dei grassi, e mette un freno all’appetito.

Ginseng. Secondo una ricerca russa, stimola le attività fisiche e mentali in individui affaticati e stressati perché migliora il funzionamento del cervello promuovendo l’ossigenazione. Equilibra il metabolismo, favorendo la perdita di peso e l’aumento della vitalità, in quanto fonte di vitamine e oligoelementi. E nello sport, accelera l’assorbimento dell’acido lattico, e riduce la frequenza cardiaca, scongiurando il rischio di incidenti cardiovascolari. Il ginseng rosso agisce più rapidamente del bianco, ma resta comunque una pianta che non provoca alcun effetto collaterale, ma che, anzi, può rafforzare il sistema immunitario grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, producendo globuli bianchi quali i linfociti T.

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Caffè verde. Si tratta di un integratore a base di chicchi che, a differenza del caffè assunto quotidianamente come bevanda, non vengono tostati, ma polverizzati così da essere assunti crudi. È indispensabile nella velocizzazione del metabolismo, poiché la caffeina agisce sul tessuto adiposo, promuovendo la lipolisi, e libera gli acidi grassi presenti nel circolo sanguigno. Se associato ad attività fisica e alimentazione stabile, può contribuire alla perdita di peso. L’acido clorogenico contenuto nel caffè verde, inoltre, abbassa la glicemia post-prandiale, impedendo spropositati picchi di insulina che spesso incidono sullo stato metabolico.

Lo stesso si può dire della carnitina, che appunto migliora la sensibilità insulinica, e permette di sfruttare al meglio i carboidrati introdotti con l’alimentazione. Aminoacido naturale e potente antiossidante, fa in modo che il corpo utilizzi gli zuccheri per produrre energia, indirizzando eventuali eccessi ai muscoli, e non all’adipocita. Da evitare solo se affetti da malattie renali, la carnitina si rivela una vera e propria panacea per il metabolismo in generale.
Gli integratori naturali, di certo, possono aiutare in caso di metabolismo lento, sia se assunti sottoforma di compresse, che sottoforma di tisane e infusi. Non affidatevi, però, esclusivamente a questi. Non tutti sono adatti a ciascuno. Sarebbe saggio, pertanto, consultare il vostro medico o nutrizionista di fiducia, per capire quale integratore si sposa meglio con le vostre esigenze alimentari, il vostro stato di salute e la patologia effettivamente riscontrata.

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