Blog

Astragalo, proprietà della pianta e utilizzo come integratore

Astragalo, proprietà della pianta e utilizzo come integratore

Tra le piante mediche comunemente utilizzate in fitoterapia, l’Astragalous Membranaceus ricopre sicuramente un ruolo di primaria importanza. L’estratto di Astragalo viene infatti utilizzato nei fitocomplessi in virtù delle sue proprietà immunostimolanti e adattogene in condizioni di pesante e prolungato stress psicofisico.

Cos’è?

Trattasi di una pianta delle leguminose orientale proveniente della Cina, del Tibet e della Mongolia e rinominata dalle stesse popolazioni “Supremo Protettore” in virtù delle sue proprietà salutistiche. La natura offre molteplici specie di astragalo, ma quelle utilizzate negli integratori comunemente commercializzati sono le specie membranaceus e mongholicus.

La parte utilizzata per la essiccatura è la radice, ma solamente se la stessa ha almeno quattro anni di età poichè contenente un quantitativo di principi attivi potenzialmente utile.

La radice dell’astragalo contiene molti principi attivi, tra cui:

  • saponine, glicosidi terpenici solitamente presenti nelle piante;
  • fitoestrogeni, gli estrogeni del regno vegetale;
  • polisaccaridi;
  • amine biogene, la colina.

Proprietà dell’Astragalo

Prima di entrare nel dettaglio delle caratteristiche specifiche di questa pianta è necessario sottolineare che la maggior parte degli studi farmacologici riguardando nella stragrande maggioranza il meccanismo d’azione della frazione polisaccaride, perciò non possono essere considerati esaurienti su tutte le attività (effettive o presunte), espletate sul nostro organismo.

Immunostimolante, antivirale e antibatterico

Sicuramente la proprietà più rinomata ed evidente espletata dalle saponine e
e dai polisaccaridi della pianta. Tra le peculiarità terapeutiche vi è l’azione antivirale delle saponine nei confronti dei virus che causano patologie gravi come l’influenza aviaria e l’epatite B, oppure quella relativa alle malattie da raffreddamento. In tal contesto la frazione polisaccaride contrasta l’atrofia di importanti organi quali milza, timo e linfonodi intestinali favorendo al contempo la capacità fagocitaria e la trasformazione dei linfociti T. Può inoltre inibire la proliferazione batterica di stafilococchi, streptococchi emolitici, pneumococchi, Cotynebacterium diphteriae, Bacillus dysenteriae.

Immunodeficienza e chemioterapia

Un recente studio americano dell’ University of Maryland Medical Center ha valutato l’utilizzo dell’astragalo nei pazienti affetti da Aids o in corso di trattamento chemioterapico e, nel secondo caso, l’estratto ha permesso un prolungamento delle aspettative di vita riducendo al contempo la ripresa dei pazienti dalla terapia.

Azione tonica

L’Astragalo è ottimo anche come tonico energizzante poichè incrementa la funzionalità adreno-corticalica che permette di elevare la soglia della resistenza ai fattori di stress (effetto adattogeno). Uno studio in vivo effettuato sui ratti ha evidenziato come l’assunzione costante di Astragalo a differenti dosaggi può garantire un incremento della forza esplosiva e delle capacità resistive. In ambedue i casi il miglioramento prestazione è dose dipendente. Sono state prese in esame anche le variazioni di glicogeno epatico e muscolari, il cui aumento è indice di resistenza allo stress esterno.

Epatoprotettore

Sempre le saponine del fitoterapico sembrano svolgere effetto protettivo sul fegato. Secondo alcuni studi la pianta può proteggere l’organo dai potenziali danni indotti dal contatto diretto con sostanze tossiche che ingeriamo con l’alimentazione, respirando, o anche chimiche come ad esempio quelle contenute nei farmaci. Agisce favorendo l’eliminazione delle tossine diminuendo il carico di lavoro del fegato.
Uno studio ha dimostrato le capacità dell’Astragalo nell’abbassare i valori delle transaminasi e GPT, con conseguente miglioramento dell’appetito nei soggetti affetti da epatite cronica.

Stabilizza la glicemia

Caratteristica ben conosciuta dalla popolazione cinese che ne fa un uso al fin di controllare i livelli degli zuccheri nel sangue. Alcuni test effettuati sull’Astragalus Membranaceus sembrerebbero indicarne l’utilizzo per chi è affetto da diabete di tipo 2 supportando, inoltre, il metabolismo degli zuccheri e contribuendo quindi alla diminuzione del peso corporeo.

Cardioprotettore

In alcuni studi in cui è stato somministrato per via endovenosa una forma di Astragalo purificata, sono stati riscontrati miglioramenti della funzione ventricolare sinistra e della circolazione coronarica negli individui affetti da angina pectoris.
In uno studio che ha coinvolto 43 pazienti con strascichi di infarto acuto del miocardio, si è riscontrato un evidente miglioramento della funzione ventricolare sinistra.
Un ulteriore studio sull’angina in 92 pazienti affetti da ischemia cardiaca ha registrato un incremento significativo (p < 0.05) dell’ECG rispetto al gruppo di controllo.

Cardiotonico

Il contenuto di magnesio e potassio presente nella pianta ne suggerisce l’utilizzo per ripristinare l’equilibrio elettrolitico (interviene sul metabolismo dei due minerali) e in caso di pressione arteriosa alta.

Antinfiammatorio e anti-age

Sebbene non ci sia nessuno studio a riguardo, la medicina cinese considera l’astragalo alla stregua di molti farmaci. Secondo la tradizione l’estratto agirebbe sul flusso dell’energia permettendo al contempo di migliorare la salute della pelle attenuando i segni dell’invecchiamento.
Tale effetto sarebbe connesso con la riduzione degli stati infiammatori dell’organismo indotti dall’attività dell’istamina, composto che causa, ad esempio, arrossamento e bruciore alla cute.

Integratore di astragalo, quando e come assumerlo

Per sostenere le naturali difese immunitarie dell’organismo durante i cambi di stagione nonchè in condizioni prolungate di stress psicofisico, l’estratto concentrato di Astragalus Membranaceus può rappresentare una valida soluzione.

I prodotti disponibili in commercio contengono perlopiù estratti concentrati titolati in saponine e polisaccaridi, e spesso vengono utilizzati in sinergia con altri composti naturali adattogeni e/o immuno-coadiuvanti come echinacea, ganoderma e papaya.

La dose utilizzata negli studi clinici sopra riportati va dai 2 ai 30g di estratto secco, anche se dosaggi più ragionevoli contenenti 150-500mg per capsule di estratto titolato sembrano essere comunque efficaci e più facilmente reperibili negli integratori, così come nelle tinture e negli estratti fluidi.

In linea generale si consiglia di assumere l’astragalo come segue:

  • 20/30 gocce di Tintura madre di Astragalo una volta al giorno come immuno-coadiuvante 30/40 gocce per 2 volte al dì a stomaco vuoto negli stati influenzali e raffreddori.
  • 400/500 mg di estratto secco una volta al giorno come preventivo immunostimolante, oppure 600-800 per 2 volte al giorno a stomaco vuoto per contrastare le infezioni.
  • Una fiala da 10 millilitri, al mattino, diluita in un bicchiere d’acqua, per un mese.

Per ciò che concerne le controindicazioni, alle dosi indicate gli studi clinici non hanno registrato reazioni avverse. Sono stati tuttavia riscontrati, in alcuni casi sporadici, stanchezza, vertigini e lieve abbassamento della pressione sanguigna.