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Colostro bovino come integratore: a cosa serve e perché assumerlo

Colostro bovino come integratore: a cosa serve e perché assumerlo

Sono tra i più efficaci a supporto di sistema immunitario e apparato gastrointestinale. Gli integratori a base di colostro bovino possiedono proprietà tali da rivelarsi dei perfetti alleati per il benessere del nostro organismo. Conoscerne nel dettaglio le peculiarità e i campi d’azione, però, aiuta a sfruttarne al massimo i vantaggi, limitando eventuali effetti collaterali correlati, in alcuni casi, anche al proprio stato di salute pregresso.

A cosa serve il colostro bovino

Quando si parla di colostro, in genere, si fa riferimento al fluido pre-latteo generato dalle ghiandole mammarie i primi giorni successivi al parto. Detto anche “oro bianco”, si configura come un liquido denso e giallastro, con un sapore simile a quello amniotico. La donna può produrne da 7 a 120 millilitri al giorno. Anni fa si pensava che il colostro materno potesse essere dannoso per il neonato. In realtà, studi recenti hanno dimostrato quanto sia importante per le difese immunitarie e per lo sviluppo dell’intestino del neonato. Anche in ambito veterinario sono state rivalutate le funzioni del colostro, soprattutto in merito all’alimentazione dei vitelli nella prima settimana di vita.

Ulteriori ricerche hanno, poi, provato quanto il colostro bovino, sottoforma di supplemento integrativo, possa contribuire, negli adulti, al rafforzamento e al miglioramento di diversi processi vitali. Merito, in prima istanza, di vitamine (A, B12, D e K) e sali minerali che fanno del colostro un efficiente antimicrobico e immuno-stimolatorio. È possibile, pertanto, distinguere tre fondamentali proprietà:

  • immunitaria, poiché il colostro stimola la produzione di linfociti, meglio conosciuti anche come immunoglobuline di tipo A. Si tratta di speciali anticorpi, assorbiti a livello intestinale, e capaci di difendere il sistema immunitario dall’attacco di microrganismi;
  • accrescitiva, dal momento che il colostro bovino contiene fattori di crescita dei fibroplasti, che favoriscono la rigenerazione della pelle, dei macrofagi, dell’endotelio vascolare, e insulino-simile, relativamente a cartilagini e muscoli;
  • proteica. Questo perché apporta albumine, che incentivano il trasporto di varie sostanze nel sangue e l’eliminazione dei cataboliti attraverso l’urina. Non solo. Il colostro è ricco anche di retinolo, toccasana per la vista e per la differenziazione e l’immagazzinamento cellulare.

Sempre più spesso, il colostro bovino viene utilizzato dagli sportivi per sostenere, dal punto di vista nutrizionale, la ricostituzione muscolare, e innalzare la secrezione di IGF1, tra i protagonisti della sintesi proteica. Tutte attività riconducibili alla presenza di peptidi fonti di prolina, e lattoferrina.

Colostro: i benefici

Dal punto di vista clinico, non ci sono particolari evidenze attestate. In ogni caso, gli integratori di colostro bovino pare siano in grado non solo di rendere più resistente il sistema immunitario, contrastando l’insorgere di infezioni, ma anche di

  • proteggere la flora intestinale, tenendo sotto controllo la proliferazione di funghi come la Candida albicans;
  • alleviare la sensazione di affaticamento, tipica soprattutto dei cambi di stagione;
  • sostenere la struttura muscolare dell’atleta, contribuendo al recupero fisico post allenamento;
  • accelerare la guarigione da ustioni e ferite;
  • migliorare il metabolismo dei glucidi, incentivando l’omeostasi degli zuccheri;
  • intervenire sui livelli di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”, e, quindi, sull’umore;
  • scongiurare il rischio di diarrea, causata da Cryptosporidium parvum, in soggetti defedati.

Sono tutte caratteristiche strettamente legate alla capacità delle immunoglobuline colostrali di restare intatte dal punto di vista molecolare, durante il transito nel sistema digestivo. Legandosi alle glicoproteine, pertanto, consentono agli anticorpi di agire in caso di patologie contagiose di origine viscerale. Il colostro bovino, inoltre, torna utile anche all’interno di diete finalizzate al controllo del peso, poiché ottimizza l’impiego dei nutrienti, contenuti negli alimenti, da parte dell’organismo, e accresce la popolazione intestinale sana della microflora.

Regola la funzione timica e placa, così, i sintomi connessi a diverse malattie autoimmuni, come artrite reumatoide, lupus, fibromialgia, gestendo al meglio l’eventuale iperisposta immunitaria. In caso di diabete giovanile, inoltre, sembra che il colostro bovino, incidendo sull’iperglicemia acuta, migliori il metabolismo del glucosio.

Colostro bovino e tumori

Vi sono pareri discordanti riguardo l’efficacia del colostro bovino sui tumori. Stando ad alcune ricerche, pare che i polipeptidi ricchi di prolina abbiano un alto potenziale antinfiammatorio. Questo permette loro di agire anche sui precursori delle cellule T, assicurandone il corretto funzionamento. Si tratta di risultati che sono emersi proprio dal trattamento di cancro e altre malattie autoimmuni. Lo stesso si può dire della lattoalbumina del colostro, capace di causare la morte programmata delle cellule cancerogene, tutelando anche i tessuti circostanti. Funzioni analoghe a quelle delle citochine. In particolare, l’interleuchina-10 è tra le più gettonate per la cura dei tumori. Dei suoi benefici, ne parla anche Steven Rosenberg in un suo trattato del 1985.

Studi più recenti, invece, hanno evidenziato come il fattore di crescita insulino-simile, contenuto nel colostro bovino, aumenti il rischio di cancro alla prostata. Così come riportato sull’American Journal of Clinical Nutrition, sembra che alcuni composti bioattivi, compresi anche nel latte o in derivati, incentivino il proliferarsi delle cellule tumorali, anche al seno. In particolare, la comparsa di una recidiva potrebbe essere collegata ai livelli eccessivi di estrogeni misurabili nel grasso animale. Questo fattore, come sostenuto da Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, accrescerebbe la penetrazione di oncosoppressori, come i Brca, trasformati, poi, in carcinoma della mammella. L’elevata presenza di IGF1 nelle donne colpite da tumore, inoltre, rappresenterebbe l’ennesima prova di quanto sostenuto. Si tratta, comunque, di analisi in attesa di ulteriori conferme. Si raccomanda, pertanto, la massima prudenza tanto nell’utilizzo di alimenti e integratori a base di colostro bovino, quanto nella considerazione di giudizi scientifici ancora in fase di valutazione.

Integratori di colostro bovino o lattoferrina pura?

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Tra le proteine che compongono il colostro, spicca la lattoferrina. Antibatterico e antivirale, è l’elemento costituente più importante per stimolare le difese immunitarie. Spesso l’organismo è più predisposto all’attacco di agenti patogeni e virus a causa della carenza di ferro. La lattoferrina, dal canto suo, lo sottrae al metabolismo dei microrganismi, portandoli alla morte, e fa in modo venga trasportato attraverso il sangue in tutto il corpo. Non solo. Legandosi ai glicosamminoglicani della membrana plasmatica, la lattoferrina ostacola i processi infettivi, soprattutto quelli provocati da HIV, Citomegalovirus e Herpes Simplex.

Gli integratori di lattoferrina pura, pertanto, si rivelano più efficaci rispetto a quelli a base di colostro bovino, poiché da una parte stimolano la produzione di linfociti T, e dall’altra regolano l’attività delle citochine infiammatorie. La lattoferrina resiste all’azione proteolitica degli enzimi gastrici, e riesce ad arrivare all’intestino senza essere modificata. Inoltre, si configura come un ottimo antiossidante dal momento che, legando gli ioni di ferro, incide anche su diverse reazioni metaboliche, come quella di ossido-riduzione.

Dosaggi ed effetti collaterali

Esistono in commercio integratori di colostro bovino in polvere, barrette, compresse o soluzioni liquide. In genere, si consiglia di assumerne dai 3 ai 6 grammi al giorno a stomaco vuoto, trenta minuti prima del pasto, o due ore dopo. Si è soliti iniziare con dosi più massicce. Secondo alcune ricerche, infatti, si possono ottenere effetti benefici anche con quantità 10 volte superiori. Dopo aver riscontrato i primi risultati, è possibile proseguire con dosaggi di mantenimento più bassi.

Il colostro bovino gode di proprietà rigeneranti e detossificanti. Ecco perché, nel 40% dei casi, in partenza, è possibile riscontrare sintomi quali nausea, vomito, rinite, eruzioni cutanee, mal di testa, dolori sparsi: segnali destinati a sparire nel giro di poco tempo. Per gli sportivi, nello specifico, la dose ideale si aggira intorno ai 6 grammi quarantacinque minuti prima della sessione d’allenamento, diluiti con abbondante acqua.

Il colostro bovino è ben tollerato, ma è controindicato per chi soffre di allergia alle proteine del latte vaccino, o è intollerante al lattosio. Non si registrano interazioni con altri farmaci. Ma se si è in gravidanza o nel periodo successivo all’allattamento, è suggerito consultarsi col proprio medico di fiducia.

Conclusioni

Gli integratori di colostro bovino costituiscono un valido aiuto in caso di difese immunitarie basse, deficit gastrointestinali e miglioramento della struttura muscolare per chi fa sport. È bene, però, associare, all’uso costante di supplementi integrativi, anche sane e corrette abitudini quotidiane e un’alimentazione equilibrata e variegata. Così facendo è possibile potenziare al massimo gli effetti positivi del colostro bovino sull’organismo.

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