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Stanchezza Surrenale: cause, sintomi e rimedi naturali

Stanchezza Surrenale: cause, sintomi e rimedi naturali

Occupa un posto d’onore tra le patologie più complesse da individuare. La stanchezza surrenalica è una condizione di particolare disagio poco conosciuta, sempre più frequentemente confusa con stati di stress cronico. I sintomi, infatti, sono molto simili. Ma capire come funzionano le ghiandole surrenali e come possono influenzare il benessere del nostro organismo è fondamentale al fine di intervenire tempestivamente con rimedi efficaci che spaziano dall’alimentazione agli integratori.

Ghiandole surrenali esaurite per stress e altre cause

I surreni sono ghiandole posizionate all’estremità superiore di ciascun rene, accanto all’ultima vertebra toracica (la prima lombare). La loro forma somiglia a quella di un cono e sono rivestiti da tessuto neuroendocrino specializzato, direttamente connesso al sistema nervoso simpatico. In genere, sono caratterizzati da due porzioni. Quella corticale, o corteccia surrenale, produce ormoni steroidi: l’aldosterone e altri mineralcorticoidi specializzati nella regolazione del ricambio idrosalino; glicorticoidi attivi nel ricambio glucidico; progesterone, estrogeni e altri ormoni prevalentemente di tipo androgeno, coinvolti nella sfera sessuale. La parte midollare, invece, collocata all’interno dei surreni, è costituita da cordoni cellulari irregolari che generano catecolamine, noradrenalina e adrenalina. Si tratta, in ogni caso, di processi in cui risulta incisivo l’intervento dell’ormone ipofisario ACTH.

La funzione delle ghiandole surrenali, in prima istanza, è proprio quella di secernere ormoni che determinano l’espletamento di diverse reazioni fisiologiche. Influiscono, così, sul metabolismo di proteine e carboidrati, e godono di proprietà antinfiammatorie. Grazie alla produzione di pregnenolone, precursore ormonale e trasmettitore all’interno del cervello, i surreni contribuiscono al miglioramento di capacità cognitive e memoria. E consentono al nostro organismo di affrontare al meglio eventi stressanti e di pericolo immediato. La produzione di ormoni dello stress come il cortisolo, infatti, consente di gestire situazioni acute. È vero che livelli elevati possono provocare conseguenze indesiderate. Abbiamo già parlato precedentemente del cortisolo alto e di come abbassarlo con rimedi naturali. Ma è anche vero che condizioni di stress cronico possono compromettere le funzionalità dei surreni e ridurre drasticamente la secrezione di cortisolo, al di sotto dei parametri normali. In questo modo, il nostro corpo non riceve l’energia necessaria per affrontare sforzi eccessivi. È la cosiddetta stanchezza surrenalica che si manifesta con un’evidente ipertrofia prima, e atrofia poi, dei surreni.

Sono molteplici le cause e i fattori predisponenti alla base della ridotta funzionalità delle ghiandole surrenali. Tra le più importanti, ricordiamo

  • forti traumi emotivi, legati, ad esempio, alla scomparsa di una persona cara, ad una separazione, a cambiamenti repentini del proprio stato economico e finanziario, alla perdita del posto di lavoro, al trasferimento lontano da amici e famiglia;
  • pressioni e crisi, anche frequenti, a casa o sul posto di lavoro;
  • interventi chirurgici con lento recupero;
  • importanti e persistenti infezioni del tratto respiratorio;
  • esposizione prolungata ad agenti chimici e uso eccessivo di alcol e droghe;
  • trauma cranico;
  • ustioni;
  • ipotiroidismo non diagnosticato o curato superficialmente.

Sintomi della stanchezza surrenalica

Infografica sintomi e trattamento affaticamento surrenali

Come già anticipato in precedenza, non sempre è facile riconoscere la stanchezza surrenalica. Questo perché molti dei sintomi che si è soliti ravvisare sono tipici anche dello stress cronico. Alcuni campanelli d’allarme, però, meritano particolare attenzione. Chi soffre di stanchezza surrenalica, infatti, presenta

  • difficoltà ad alzarsi al mattino. Questo perché il sonno non basta ad alleviare la stanchezza cronica. Si ravvisa così un’evidente mancanza d’energia soprattutto appena svegli e dopo pranzo, con l’ingente necessità di assumere caffè o altri stimolanti per affrontare la giornata e gli impegni quotidiani;
  • problemi di concentrazione e cali di memoria, con associati giramenti di testa;
  • desiderio di cibi salati, grassi o dolci. Sintomo che peggiora se si saltano pasti;
  • abbassamento della temperatura corporea, con palmi e dita spesso fredde e arrossate, e palpitazioni;
  • pallore e occhiaie frequenti;
  • irritabilità, nervosismo, ansia, apprensione, lieve depressione;
  • infiammazione dei linfonodi del collo;
  • gonfiore alle caviglie;
  • scarsa sudorazione, ad eccezione di mani, piedi e ascelle;
  • urinazione rara in grosse quantità, o persistente in piccole quantità.

Conseguenze dell’esaurimento surrenalico

Innanzitutto, è bene partire dal presupposto che per riconoscere questa condizione è necessario rivolgersi ad un medico ed effettuare esami specifici, come test del sangue, dell’urina, salivari o ormonali per constatare l’effettivo livello di cortisolo, soprattutto al mattino. In ogni caso, l’evolversi della stanchezza surrenalica può avere conseguenze sulla salute in termini di:

  • ipotiroidismo, causato dalla scarsa capacità della ghiandola ipofisaria di produrre THS, ormone indispensabile per la stimolazione della tiroide;
  • fatica cronica, generata dalla diminuita produzione di cortisolo, che se in quantità appropriate permette di controllare stress e stanchezza. Ne deriva anche una spiccata debolezza di muscoli e ossa;
  • iperglicemia (elevate quantità di zucchero nel sangue), obesità della parte superiore del corpo, e pressione alta. Si può trattare, in questo caso, di sindrome di Cushing. O, al contrario, ipotensione arteriosa accompagnata da vertigini e perdita di peso qualora l’insufficienza surrenalica sfoci nel morbo di Addison;
  • cattiva digestione e dispepsia determinate dalla scarsa produzione di enzimi digestivi nel pancreas e acido cloridrico nello stomaco;
  • acne e ciclo mestruale irregolare, in presenza di iperplasia surrenale congenita.

Spesso ipofisi e ghiandole surrenali possono essere danneggiate dalla comparsa di tumori che ostacolano la corretta secrezione di ormoni fondamentali per le funzioni vitali.

Alimentazione consigliata

Correggere la propria alimentazione, introducendo cibi appropriati, può aiutare a migliorare il funzionamento delle ghiandole surrenali, regolare la pressione sanguigna, gestire lo stress e apportare all’organismo la corretta dose di nutrienti necessari al controllo della glicemia. Ecco perché è opportuno limitare alimenti ricchi di zuccheri raffinati o grassi, come fritti, farina bianca, dolcificanti artificiali, preparati da fast food, caffeina, alcol.

È consigliato, invece, affidarsi a una dieta equilibrata, bilanciando grassi sani, proteine e carboidrati di alta qualità. Pesce, uova, carni magre, frutta a basso contenuto di zuccheri, olio d’oliva e di cocco, cereali integrali, legumi, verdure: sono i cibi irrinunciabili se l’intento è rimettere in sesto le ghiandole surrenali. Questo perché garantiscono il giusto apporto di vitamine C, B5, B6 e magnesio, importanti per la corretta funzionalità dei surreni.

Attenzione alle quantità di sale: è preferibile assumerne con moderazione. Bere tanto, invece, può incidere positivamente su stress e produzione di cortisolo. Inoltre, per il benessere delle ghiandole surrenali, è suggerito anche mangiare regolarmente, senza saltare pasti, soprattutto colazione e pranzo, così da mantenere alti i livelli di energia ed evitare che il corpo bruci inutilmente i nutrienti immagazzinati.

Qual è la cura classica della stanchezza surrenale e a quale medico bisogna rivolgersi?

L’alimentazione è solo una delle possibili soluzioni alla stanchezza surrenalica che non è ancora riconosciuta come una patologia vera e propria. La cura, pertanto, ruota attorno a dieta e riposo in caso di stress acuto.

Qualora, invece, si dovesse parlare di insufficienza surrenalica, si può anche intervenire con glucocorticoidi per rimediare alla carenza di cortisolo, e fludrocortisone in caso di aldosterone insufficiente.

In entrambi le eventualità, è comunque adeguato rivolgersi ad un endocrinologo, soprattutto di fronte a palesi disturbi ormonali.

Rimedi Erboristici ed Integratori per i surreni stanchi

Esistono anche integratori e rimedi naturali in grado di rinforzare le ghiandole surrenali e abbassare lo stress, alleviandone le conseguenze. Tra le formulazioni più efficaci, sono degne di nota quelle a base di principi attivi o micronutrienti quali

  • Vitamine del gruppo B. In particolare, la B5, conosciuta anche come acido pantotenico, favorisce la produzione di cortisolo in caso di stress, limitandone gli eccessi. La B6, così come l’acido folico in maniera indiretta, invece, incentiva la secrezione di neurotrasmettitori che calmano, stimolano e regolano l’umore. La B1 consente di gestire adeguatamente situazioni stressanti. La B12, dal canto suo, normalizza la naturale secrezione degli ormoni che agiscono anche sul ciclo sonno-veglia, consentendo all’organismo di reagire attivamente agli stimoli. Infine, la niacina interviene su rigenerazione dei tessuti e metabolismo energetico;
  • Vitamina C alleata delle ghiandole surrenali di fronte a stati di stress estremo. Contrasta i radicali liberi, essendo un ottimo antiossidante, e garantisce una maggiore produzione di ormoni che attivano nervi e metabolismo. Diversi studi provano l’efficienza della Vitamina C se impiegata da atleti sottoposti a sforzi eccessivi e prolungati. Non solo. Ha effetti benefici anche su ipertensione e disturbi da ansia e depressione;
  • Magnesio, che l’organismo tende a produrre in reazione agli stimoli, ma che a lungo andare scarseggia. Ecco perché è opportuno integrarlo. Il Magnesio, peraltro, attenua le conseguenze inconsce dello stress emotivo e fisico sull’organismo (pressione, battiti cardiaci accelerati, tensione muscolare), contenendo i livelli di adrenalina e noradrenalina;
  • Omega 3 in grado di ottimizzare la percezione e la reazione allo stress. In particolare, agiscono su consumo energetico, secrezione di ormoni e pressione. ALA (acido alfa-linoleico), EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) promuovono anche la crescita, la riparazione, la difesa e la conservazione dei neuroni;
  • Triptofano, precursore del cosiddetto “ormone della felicità”, la serotonina. È un aminoacido capace di placare ansia, irritabilità, e condizioni di stress psicofisico. Ideale per chi, per predisposizione genetica, si rivela più sensibile a sforzi e stanchezza cronica, producendo alte dosi di cortisolo a scapito della serotonina;
  • GABA, o acido gamma-amminobutirrico, trasmettitore attivo a livello cerebrale. Distende la muscolatura, controlla adrenalina e serotonina. Ecco perché indicato nel trattamento delle patologie associate a depressione e stress;
  • Teanina, estratta dal tè verde, svolge azione rilassante. Inibisce le conseguenze da stress, stimolando le ghiandole surrenali. Abbassa la pressione in caso di disturbi depressivi o connessi all’ansia.

Il suggerimento è quello di assumere i rimedi naturali sopraindicati nelle dosi e nelle tempistiche consigliate da medici ed esperti, al fine di massimizzarne i benefici, ed evitare di intaccare ulteriormente il benessere del proprio organismo.

Domande e Risposte

Che funzione hanno le ghiandole surrenali?

Le ghiandole surrenali secernono diversi ormoni indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo e dei processi fisiologici che lo riguardano. Il cortisolo, in particolare, è tra gli ormoni prodotti dai surreni. In quantità adeguate, consente di gestire al meglio situazioni di stress acuto e stanchezza cronica.

Cos’è la stanchezza surrenalica?

Si parla di stanchezza surrenalica quando i surreni rispondono scarsamente a situazioni di stress o stimoli continui o occasionali, producendo quantità ridotte di cortisolo e altri ormoni. Si tratta di una condizione in cui all’organismo viene a mancare l’energia necessaria per affrontare sforzi o impegni quotidiani significativi.

Quali sono le cause della stanchezza surrenalica?

La stanchezza surrenalica può essere provocata da forti stress emotivi, pressioni e traumi, legati tanto all’ambiente familiare quanto a quello professionale; infezioni che persistono nel tempo; interventi chirurgici impegnativi, a lento recupero; ustioni; agenti chimici o abuso di alcol e droghe; patologie, come l’ipotiroidismo, se curato malamente o non diagnosticato.

Quali sono i sintomi e le conseguenze dell’esaurimento surrenalico?

Alcuni dei campanelli d’allarme di cui tenere conto sono: stanchezza cronica e mancanza d’energia, soprattutto al mattino; ridotta capacità di concentrazione e deficit di memoria; vertigini e palpitazioni; voglia frequente di cibi salati, grassi, dolci; temperatura corporea perennemente bassa; lieve depressione, ansia, irritabilità. L’esaurimento surrenalico può portare anche a conseguenze negative per la salute. Tra le patologie che ne possono derivare, è doveroso citare: ipotiroidismo; iperglicemia e ipertensione quando si tratta di sindrome di Cushing; ipotensione e dimagrimento eccessivo, in caso di morbo di Addison; fatica cronica; dispepsia; ciclo mestruale alterato.

Cosa mangiare per il benessere delle ghiandole surrenali?

È bene optare per una dieta bilanciata, caratterizzata dal giusto equilibro tra carboidrati di alta qualità, grassi sani e proteine. È consigliato moderare le quantità di sale, ed evitare cibi ricchi di zuccheri raffinati. È importante, inoltre, idratarsi correttamente e non saltare i pasti, soprattutto colazione e pranzo. Così facendo, l’organismo non corre il rischio di “consumare” inutilmente i nutrienti immagazzinati in precedenza, e ha a disposizione maggiori dosi di energia da impiegare durante la giornata e in caso di sforzi estremi.

Quali sono i rimedi naturali più indicati in caso di stanchezza surrenalica?

Di fronte a condizioni di esaurimento delle ghiandole surrenali, il suggerimento è anche quello di affidarsi a integratori e rimedi naturali a base di Vitamine del gruppo B, Vitamina C, Magnesio, Omega 3, GABA, Triptofano, Teanina. Si tratta di micronutrienti ed estratti in grado di favorire la produzione di cortisolo (nelle dosi corrette) e neurotrasmettitori necessari alla gestione dello stress e alla regolazione dell’umore, intervenendo anche sulla serotonina; contrastare patologie e conseguenze derivanti da stati d’ansia e depressione (ipertensione, battiti cardiaci accelerati, tensione muscolare); svolgere azione calmante e rilassante a livello sia fisico che psichico.

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