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Vitamina C: serve davvero integrarla?

Vitamina C: serve davvero integrarla?

Alla scoperta della Vitamina C

Ah, quanto fa bene la vitamina C! È nota anche come acido ascorbico, lo sapevi? Tessuti e cellule del nostro organismo ne hanno bisogno per la loro crescita naturale perché è una molecola indispensabile per la loro salute, anche se richiesta dall’organismo solo in quantità limitate (ragione per cui la Vitamina C è detta “micronutriente”). Si tratta di un tipo di vitamina idrosolubile, che viene eliminata via via attraverso le urine; è questa la ragione che ci impone di integrarla regolarmente, soprattutto attraverso l’alimentazione. 

Ma passiamo in rassegna le sue proprietà, reali e potenziali:

1.Ha un’azione antiossidante

La vitamina C protegge le membrane cellulari dai radicali liberi. L’acido ascorbico contenuto nella vitamina C, donando elettroni, va a rigenerare la forma attiva della vitamina E. Sarà proprio lei a bloccare la perossidazione dei lipidi di membrana. 

2. È un rimedio per il raffreddore

È il 1970 quando il chimico Linus Pauling ipotizza l’utilità della vitamina C nel trattamento del raffreddore. Negli anni successivi questa ipotesi viene sottoposta al vaglio con risultati contraddittori e sull’argomento si dibatte molto, fino a che nel 2007 uno studio di Cochrane esamina una serie di sperimentazioni controllate con placebo (che prevedono la somministrazione di 200 md/die di vitamina C all’insorgenza dei sintomi) riportando il seguente risultato: usare la Vitamina C in modo preventivo sembra non ridurre la possibilità di contrarre il raffreddore. C’è un’eccezione, però, per i soggetti esposti a un esercizio fisico in ambienti freddi: negli studi fatti su maratoneti o soldati, ad esempio, l’integrazione preventiva di Vitamina C riduce il rischio di contrarlo nel 50% dei casi, con ogni probabilità grazie all’effetto antistaminico-simile. Per i casi invece in cui si assume dopo la comparsa dei sintomi, la durata o la gravità dei sintomi non subisce variazioni particolari. 

3.Difende l’organismo da infezioni batteriche

Quando si contrae un’infezione, i neutrofili assorbono grandi quantità di vitamina C, in quantità paragonabili fino a 100 volte quelli presenti nel plasma. È grazie a questo accumulo che possono combattere i radicali liberi. Ecco perché la vitamina C funziona da vero antiossidante e da protettore dei neutrofili: li aiuta moltissimo nella loro guerra contro i microbi!

4.Aiuta la biosintesi del collagene 

Nei casi di carenza di vitamina C le fibre di collagene si formano con più difficoltà: l’inevitabile conseguenza è l’insorgere di problemi, anche gravi, per tutti i tessuti in cui sono necessarie: le pareti dei vasi possono rompersi, le articolazioni possono gonfiarsi gonfie, oppure le gengive possono iniziare a sanguinare, ad esempio. La ragione di tutto ciò si rintraccia nella biosintesi del collagene, per la quale la Vitamina C ha un ruolo decisivo; se consideriamo che le fibre del collagene costituiscono oltre il 25% delle proteine presenti nell’organismo, ci rendiamo conto dell’importanza di questo processo. 

5.Favorisce la sintesi della carnitina 

Malessere e stanchezza, condizioni tipiche dello scorbuto, sono spesso causati dalla carenza di carnitina, che ha conseguenze sulla capacità di utilizzo dei grassi per produrre energia. 

La carnitina è infatti una sostanza utile al metabolismo dei grassi: il suo ruolo è quello di trasportare gli acidi grassi all’interno dei mitocondri; è qui che  vengono impiegati per produrre energia. Rimuovendo gli acidi organici accumulati dentro al mitocondrio, ritorna poi al citoplasma per un iniziare un ulteriore percorso di trasporto. 

6. Ha un ruolo nella biosintesi dei sali biliari 

La Vitamina C è importante anche per attivare l’acido folico, partecipando quindi alla sintesi degli ormoni steroidei prodotti dalla corteccia del surrene, e per tutti i processi di detossificazione a livello epatico, con la conseguente l’eliminazione di composti tossici possibile all’azione del citocromo P450.

7.Protegge il sistema nervoso

Pensa che alcuni studi compiuti su animali rivelano il potenziale anti-depressivo della Vitamina C e persino un miglioramento dei sintomi dell’Alzheimer. Non c’è da stupirsi: la vitamina C è fondamentale anche per il  sistema nervoso, perché lo protegge da fenomeni di eccitotossicità, dovuta a una stimolazione eccessiva delle cellule. 

8.Ha un potenziale effetto antitumorale

L’effetto protettivo della Vitamina C in questo caso pare che sia dovuto all’inibizione della carcinogenesi dovuta alle nitrosamine: questo è un fattore di rischio da non sottovalutare per i tumori a stomaco e intestino. Anche tumori al seno e alcuni tipi di linfoma possono essere tenuti a bada grazie a un corretto apporto di Vitamina C all’organismo. 

9.Aiuta a prevenire patologie dell’apparato cardiocircolatorio

Secondo alcuni studi, assumendo grandi quantità di Vitamina C si ridurrebbero i rischi cardiovascolari. L’apporto giornaliero da assumere per attivare questa funzione protettiva rientrerebbe nei 400 mg circa. È infatti probabile che la Vitamina C vada ad agire nella riduzione dei processi ossidativi delle LDL causati da radicali liberi, che portano alla formazione della placca aterosclerotica.

Sugli integratori di Vitamina C: quali consigli? 

La medicina ufficiale è ferma nella sua posizione: un’alimentazione varia ed equilibrata è perfettamente in grado di fornire da sola tutti i nutrienti necessari a far funzionare bene l’organismo. Ora, è anche vero che tutti noi sappiamo quanto sia difficile alimentarsi correttamente, con la vita frenetica che facciamo!

Ecco perché avanzano sempre più altri tipi di tesi, secondo le quali sarebbe bene integrare regolarmente la Vitamina C, magari in quantità tra 180 ed i 1000 mg al giorno (ovvero 0,18/1 grammo), meglio ancora se in sinergia con altri composti antiossidanti, come ad esempio il coenzima q10.

Secondo la medicina ufficiale il limite massimo di assunzione giornaliera è di 2000 mg, mentre ci sono anche le tesi che si rifanno a Linus Pauling, secondo le quali andrebbero bene anche 6-18 grammi al giorno. 

Attenzione, però, perché – come sempre – esistono effetti collaterali legati al sovradosaggio: cefalea, disturbi del sonno, acidità di stomaco, nausea, diarrea o vomito ne sono alcuni esempi. Altre controindicazioni farebbero riferimento alla possibile interferenza della Vitamina C con l’azione di farmaci anticoagulanti come il Coumadin, mentre in casi di malattie come ereditarie l’emocromatosi, la Vitamina C potrebbe addirittura favorire processi ossidativi negli organi in cui si accumula il ferro, accelerando il progresso della malattia. Certo è che si tratta pur sempre di casi particolari: in generale l’assunzione di Vitamina C non è comunque considerata pericolosa. 

Quali sono gli alimenti ricchi di Vitamina C? 

La fonte naturale più ricca di Vitamina C è una pianta australiana che si chiama Terminalia ferdinandiana. I suoi frutti contengono dosaggi pari a 3,1 g su 100. Senza andare poi troppo lontano, possiamo trovare un’ottima fonte di Vitamina C nei nostrani broccoli, ad esempio, o nei kiwi, che “si difendono bene” con i loro 90 mg su 100.

In conclusione…

Pur apprezzando gli studi di Linus Pauling, ci sentiamo di darti un consiglio: il modo migliore di assumere vitamina C resta attraverso l’alimentazione, per cui mangia pure frutta e verdura a volontà, ma se ti trovi in uno stato carenziale o di aumentato fabbisogno, allora integratori di vitamina C sotto forma di acido ascorbico, calcio ascorbato con o senza aggiunta di fonti naturali come acerola, rosa canina etc etc, possono davvero aiutarti, seppur momentaneamente, a ripristinare i normali livelli di detto micronutriente essenziale.