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Coenzima Q 10 a cosa serve?

Coenzima Q 10 a cosa serve?

Premessa

Nell’organismo vegetale, animale ed umano le reazioni chimiche fondamentali della vita devono avvenire a temperatura costante o in parole povere non possono utilizzare come fonte energetica il calore, per favorire il compimento di processi alcuni dei quali richiederebbero quantità di energia non ottenibili alla temperatura in cui la cellula vive.

L’evoluzione ci ha messo a disposizione delle particolari sostanze dette “enzimi” (o catalizzatori di natura biologica) che consentono l’attivazione delle trasformazioni necessarie, catalizzando (facilitando e a volte indirizzando correttamente) lo svolgersi dei processi stessi, accorciando tempi e le energie richieste per quelle reazioni.

Facciamo un esempio: per digerire una proteina (struttura biologica formata da sequenze di decine di migliaia di aminoacidi legati fra loro) alla temperatura di 37°C, le reazioni di demolizione dei legami chimici covalenti (cioè forti) fra i vari gruppi richiederebbero tempi biblici e temperature alle quali il nostro organismo non potrebbe sopravvivere, per far avvenire correttamente tutte le reazioni necessarie.

La presenza di particolari famiglie di enzimi (in questo caso proteasi) ci consente ogni giorno di “digerire” in qualche ora, le complesse strutture proteiche della carne o di altri substrati, mentre leggiamo un buon libro, magari sotto l’ombrellone per difenderci dal sole.

In parole povere, gli enzimi attivano e consentono che reazioni chimiche complesse avvengano in tempi ristretti e con richieste energetiche contenute (in pratica diminuiscono l’energia d’attivazione richiesta e sfruttano il trasferimento di elettroni, attraverso reazioni di ossido-riduzione, come fonte di energia al posto del calore).

La struttura degli enzimi in generale prevede una parte di natura proteica, e una seconda parte non meno importante, che utilizza una sostanza, a volte uno ione metallico, come coenzima, cioè come cofattore indispensabile per favorire l’intero processo di catalisi.

Pensiamo al ruolo che hanno le vitamine nel nostro organismo che rappresentano la più note delle famiglie di enzimi che consentono il corretto funzionamento e la realizzazione di numerosissimi processi vitali.

In particolare, il coenzima Coq10 rappresenta una famiglia di sostanze definite “ubichinoni”, composti di natura lipidica, insolubili in acqua, che sono coinvolti nel processo di spostamento di elettroni da un substrato all’altro e nella formazione di molecole di ATP, la cui trasformazione in ADP (rottura di un legame fosforico ad alta energia) libera quantità notevoli di energia pari a quella necessaria per l’operazione inversa.

Questi processi avvengono principalmente nei mitocondri (corpuscoli contenuti nel citoplasma di tutte le cellule, e che rappresentano le vere e proprie centraline bioelettriche, per formare l’energia vitale).

Il Coenzima CoQ10 si trova in tutte le cellule (ubiquitario…) nella maggior parte degli organismi aerobi (che richiedono ossigeno per vivere), dai batteri alle piante fino agli animali e naturalmente all’uomo.

Sebbene il completo meccanismo d’azione di questo coenzima necessiti di ulteriori approfondimenti, semplificando rappresenta un cofattore essenziale nella catena di trasporto degli elettroni a livello mitocondriale, consentendo la ricarica delle molecole di ADP in molecole attive di ATP a livello muscolare e non solo.

il CoQ10 rappresenta una delle sostanze più importanti per svolgere azione protettive dai radicali liberi e dalla prevenzione dell’ossidazione delle LDL (frazione “cattiva” del colesterolo) e primo vero movens (causa) del processo di invecchiamento endoteliale, conosciuto meglio come aterosclerosi.

Coenzima Q 10 Dove si trova?

Il CoQ10 viene sintetizzato dall’organismo attraverso una via metabolica molto comune a quella di ottenimento del colesterolo, ma i suoi livelli decrescono con l’avanzare dell’età o a causa di un aumento della perossidazione lipidica che ne manomette la formazione.

Fortunatamente la natura ci mette a disposizione almeno 7 alimenti ricchi naturalmente di questo coenzima e che non dovrebbero mai mancare nella nostra tavola.

In particolare:

  • Salmone (che contiene anche ottime fonti di Omega 3);
  • Pollo, cosce e sovra cosce (carne bianca meno nociva di quella rossa e con le stesse caratteristiche nutrizionali);
  • Arachidi, 28 delle quali contengono 0,8 mg di CoQ10;
  • Broccoli e spinaci (che devono essere freschi e non congelati (in questo caso si possono perdere grandi quantità di questo coenzima) e possibilmente assunti crudi;
  • Succo d’arancia e fragole;
  • Tofù (un formaggio ottenibile dalla soya, al 100% vegetale, che contiene lo stesso contenuto di proteine della carne e svariate vitamine del gruppo B).

Statine e Coenzima Q10, quale il nesso?

Le statine rappresentano una classe molto importante di molecole (farmaci) in grado di interferire con il meccanismo di produzione endogena del colesterolo, a sua volta sostanza naturale importantissima perché dalla sua flessibilità molecolare, dipende strettamente il corretto funzionamento di tutte le membrane cellulari, cervello compreso.

Dal punto di vista strettamente biochimico le statine si dividono in strutture naturali (fra cui la più famosa è la Monacolina K, derivata dal riso rosso fermentato, ma ottenibile anche da altri funghi, come la Lovastatina, la Sinvastatina e la Pravastatina) o sintetiche Fluvastatina, Atorvastatina e Rovastatina.

Questi farmaci inibiscono o modulano al ribasso, l’attività di un enzima “HMG-CoA reduttasi, enzima chiave che al terzo passaggio (di 15…), regola la sintesi del colesterolo; quando l’enzima è inibito si formerà meno colesterolo endogeno e il suo livello ematico diminuirà.

Al di là di considerazioni biochimico-filosofiche sta di fatto che tutte le statine diminuendo la sintesi del colesterolo endogeno diminuiscono anche quello del Coenzima CoQ10 in quanto esso si forma al settimo passaggio di questo processo.

Come si può vedere in questa seconda tabella le statine inibendo o modulando l’enzima chiave della biosintesi del colesterolo (HMG-CoA reduttasi) di fatto diminuiscono le quantità fisiologiche del coenzima Q 10 che andrà integrato con l’alimentazione e/o l’assunzione di un Integratore Alimentare specifico.

Infatti, fra gli effetti collaterali delle statine compaiono disturbi muscolari (miopatie) evidentemente creati da alterazioni del processo di ottenimento di energia vitale, secondario a diminuzioni dei livelli ematici di CoQ10.

Ruolo del Coenzima Q10 nel dimagrimento

Le principali attività e benefici relativi ad assunzione di un corretto livello di CoQ10 sono relativi ad effetti positivi a livello dell’apparato cardiovascolare, di prevenzione da danni a livello delle membrane cellulari (azioni citoprotettive) e del sistema nervoso centrale (azioni neuroprotettive).

Inoltre, dal momento che il ruolo principale di questo coenzima è l’ottenimento di livelli di energia ottimali, trova molto impiego nell’alimentazione degli sportivi dove una sua supplementazione è fortemente raccomandata per ottimizzare e migliorare i processi ossido-riduttivi mitocondriali che hanno come obiettivo una corretta formazione e disponibilità di energia muscolare, sia nelle fasi di pre-workout (preparazione all’evento motorio) che alla fine delle attività motorie, per favorire il recupero dalla fatica e prevenire i crampi da acido lattico.

Sostenere che il coenzima abbia un effetto diretto sul dimagrimento non è corretto: molto più scientificamente possiamo affermare che un suo livello ematico idoneo, consente un’ottimizzazione dell’utilizzo degli acidi grassi nel processo di ottenimento dell’energia.

Questo porta a un vantaggio in termini di una migliore azione lipolitica benefica (in parole povere se al maggior introito di CoQ10 facciamo corrispondere una attività muscolare anche leggera ma costante, sarà più facile combattere i chili di troppo e soprattutto arrivare e mantenere un peso corporeo ideale per le nostre attività, per gli anni e la corporatura personale).

Di certo che il Coq10 può di diritto entrare fra il novero delle sostanze da consigliare nelle diete attive e nella fase di consolidamento dei risultati ottenuti.

Quali Integratori di Coenzima Q10 scegliere, posologia ed indicazioni

Partiamo dal fatto che sarebbe meglio ricercare dei cibi che lo contengano ed introdurli regolarmente nella nostra alimentazione: questo fatto è dovuto dal momento che l’Ubidecarenone è poco assorbibile quando assunto in compresse e capsule, e comunque è preferibile assumerlo in una forma ridotta, Ubichinolo, che risulta più biodisponibile.

Ultimamente la Kyowa Hakko, azienda giapponese leader al mondo nella ricerca e produzione di CoQ10 ne ha da poco lanciato sul mercato una forma molto bioassimilabile che certamente è da preferire.

La quantità da suggerire è quella di dosi da 50 a 200 mg al dì possibilmente in dosi distribuite nell’arco della giornata invece di una unica assunzione; il momento più indicato per assumerlo è ai pasti, perché essendo una molecola lipofila abbisogna di sostanze grasse per favorire l’assorbimento transmucosale.

Le indicazioni del Coenzima Q10 sono quelle che abbiamo riportato, riassumiamole:

  • prevenzione ed ottimizzazione dei processi cardiovascolari, (molto utile nell’insufficienza cardiaca);
  • contrasto dall’eccesso di radicali liberi
  • supporto nelle fasi di depurazione da affaticamento epatico,
  • potente neuroprotettore, nei pazienti anziani o donne in menopausa, negli sportivi e nei regimi controllati di alimentazione.