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Integratori Proteici, fanno davvero male?

Integratori Proteici, fanno davvero male?

L’utilizzo delle proteine ottenibili da diverse fonti animali e vegetali è alquanto comune negli sportivi e consolidato da numerose ricerche scientifiche sull’argomento, ma è altrettanto vero che vi sono pareri discordanti anche fra gli esperti sui reali benefici finali di questa pratica, non tanto in una assunzione in acuto, quanto nella cronicità della stessa.

È ovvio che la qualità del prodotto deve essere certificata e garantita dalla serietà dell’azienda produttrice di proteine in polvere, ma tralasciando questo aspetto di primaria importanza, vediamo come orientarsi almeno dal punto di vista teorico, sia per coloro che praticano attività sportive di tipo amatoriale o professionale, sia per coloro che vogliono solo integrare la propria dieta (esigenza per la verità avvertita soprattutto dai medici che hanno rilevato come nelle persone anziane anche in buona salute, risultino poi carenti di una giusta assunzione di alimenti proteici, le cui cause spesso sono molto difficili da rimuovere).

Nonostante pareri discordi, come dicevamo, l’utilizzo di supplementi proteici può essere considerata una pratica sicura soprattutto se effettuata sotto sorveglianza di esperti, evitando accuratamente il fai da sé.

Il buon senso ci conforta nel ritenere che le persone praticanti una attività sportiva, amatoriale e/o professionale, abbisognino di una alimentazione diversa da chi svolge una vita sedentaria, e sebbene il consiglio degli esperti abbia fissato un limite minimo giornaliero di assunzione di proteine, individuabile in 0,8 gr. pro kg pro die, è esperienza comune di chi pratica sport dalle due alle tre volte a settimana o più, sentire o verificare realmente l’incapacità che una tale assunzione possa garantire la riparazione ottimale del tessuto muscolare e soprattutto l’evitare pericolose erosioni del catabolismo della massa magra.

Le proteine in polvere possono far male?

Una volta assicurati anche dagli esperti e dai lavori clinici della letteratura scientifica sportiva, che il raggiungimento di un intake proteico adeguato all’attività praticata sia scevro da rischi, vediamo quali eventuali precauzioni/attenzioni ulteriori porre nell’assumere alimenti proteici in polvere.

Ripetiamo, indipendentemente dal tipo di attività praticata non sussistono i presupposti scientifici per superare le soglie di assunzione di quote proteiche indicate prima, anche nei casi di professionisti…olimpici, tenendo conto di tutte le proteine assunte nella giornata.

Infatti, in nessun studio o ricerca seria risulta che superare questi limiti di assunzione proteica apporti benefici sia al benessere in generale che alle prestazioni ottenibili.

Entro i limiti fissati e in mancanza di patologie specifiche in atto, l’assunzione così come presentata di proteine in carne e ossa  in polvere non presenta rischi, fatto salvo la qualità del materiale ingerito (cosa che evidentemente vale anche per i cibi utilizzati) e la presenza di allergie o intolleranza a specifiche componenti assunti.

Sono dannose per il fegato e per i reni? Dipende

Per quanto riguarda possibili danni al fegato o ai reni, i limiti imposti da quasi tutte le associazioni di medici sportivi e anche gli enti privati o statali di controllo, per una sana e appropriata alimentazione/nutrizione, non risultano esserci avvertenze particolari.

Anche per le proteine in polvere se soprattutto parzialmente idrolizzate queste non presentano un affaticamento particolare del fegato e/o dell’apparato renale in quanto tali sostanze sono più facilmente digeribili e non richiedono surplus lavorativi agli organi o tessuti metabolici.

Controindicazioni dell’integrazione proteica

Sono pressochè inutili da assumere se la quota protidica quotidiana tramite l’assunzione di cibo viene facilmente raggiunta. Se siete intolleranti al lattosio e particolarmente sensibili al galattosio e se avete un microbioma intestinale alterato (disbiosi), allora utilizzate proteine in polvere di ottima qualità e prive di dolcificanti dannosi artificiali o altri fillers che possono peggiorare il microbiota e quindi il nostro stato di salute.