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Glicemia alta: come abbassarla con la dieta e gli integratori

Glicemia alta: come abbassarla con la dieta e gli integratori

Il glucosio è la fonte da cui le cellule del nostro corpo traggono energia, necessaria per l’attivazione di processi vitali e meccanismi cerebrali. I livelli di zucchero presenti nel nostro organismo, però, possono subire squilibri significativi, dovuti a cattiva alimentazione o stili di vita errati. La glicemia alta è tra i disturbi più frequenti. Tenerla sotto controllo è possibile: occorre rivedere dieta, abitudini quotidiane e integrazione, affiancandovi la diagnosi di eventuali patologie che possono costituirne la causa.

Cos’è la glicemia

Col termine glicemia si intende la concentrazione di glucosio nel sangue. Il nostro corpo assimila glucosio attraverso alcuni alimenti, o lo sintetizza a partire da lipidi e proteine. Non solo. Il nostro organismo è dotato di un sistema di regolazione intrinseco, che ha il compito di mantenere costante il livello di glucosio, servendosi di ormoni “ipoglicemizzanti”, come l’insulina, che abbassano la glicemia, e “iperglicemizzanti”, che la innalzano.

Solitamente, in individui sani, con regolare stile di vita e alimentazione, i valori si aggirano tra i 60 e i 130 mg/dl nel corso della giornata. In condizioni di digiuno, i livelli, invece, oscillano tra i 70 e i 110 mg/dl. Nel caso in cui si arrivi a picchi pari a 100-125 mg/dl, si può parlare di alterata glicemia a digiuno (IFG): situazione in cui è necessario intervenire al fine di evitare conseguenze negative per la propria salute, così come se si dovessero superare i 126 mg/dl, segnale che indica la probabile comparsa di diabete.

Glicemia alta: cause e sintomi

L’iperglicemia, pertanto, si verifica proprio quando i valori di glucosio nel sangue superano la norma. È un disturbo alquanto diffuso, se si pensa che, secondo stime recenti, circa 415 milioni di persone nel mondo sono affette da diabete mellito, che colpisce quasi tutte le fasce d’età, con complicanze talvolta gravi. Cifre che, stando alle previsioni, sono destinate ad aumentare da qui al 2040.

L’iperglicemia può verificarsi attraverso i seguenti sintomi:

  • eccessiva sete, con conseguente secchezza della bocca e della gola;
  • bisogno di urinare più spesso, soprattutto di notte;
  • vista offuscata;
  • sensazione di stanchezza e affaticamento;
  • perdita di peso immotivata;
  • mal di testa;
  • nausea e vomito;
  • infezioni costanti alla pelle o alle vie urinarie (candida);
  • xerostomia, ovvero la scarsa e alterata secrezione della saliva;
  • alito acetonemico.

Per prevenire o porre rimedio ai disturbi tipici della glicemia alta, serve individuarne le cause. La più comune è il diabete, che scaturisce da una cattiva secrezione e/o regolazione dell’insulina. Ma non è l’unico fattore a influire sui livelli di glucosio nel sangue. Vi sono, infatti, svariate condizioni che incidono sull’iperglicemia. Tra queste:

  • lo stress, dopo un’infezione, un intervento chirurgico, una malattia grave. In questi casi, i valori ematici di ormoni iperglicemizzanti come il cortisolo e le catecolamine possono salire vertiginosamente;
  • la scarsa attività fisica;
  • l’eccessivo consumo di carboidrati;
  • stati prolungati di disidratazione;
  • la gravidanza, con comparsa di diabete gestazionale;
  • l’assunzione esagerata di farmaci che alzano la glicemia in stati di ipoglicemia. I cortisonici, ad esempio, riproducono l’azione del cortisolo, e, così facendo, incrementano le concentrazioni sieriche di glucosio al pari dell’epinefrina (l’adrenalina). Da limitare anche il consumo di medicinali beta bloccanti, diuretici, inibitori della proteasi, antipsicotici, o contenenti pentamidina, asparaginasi, e l’“ormone della crescita”.

Come abbassare la glicemia alta con la dieta

Il primo passo per contrastare l’iperglicemia è l’alimentazione. È indispensabile, infatti:

  • ridurre la quantità di cibi fonte di carboidrati, come pasta, pane, cereali, patate, frutta dolce e legumi;
  • preferire alimenti a basso indice glicemico (cereali integrali arricchiti con fibre solubili come l’inulina, legumi interi, frutta poco zuccherata);
  • prediligere, all’interno della propria dieta, ortaggi scarsamente calorici come finocchi, lattuga, radicchio, zucchine;
  • condire le pietanze con olio extravergine di oliva, poiché i grassi rallentano l’assorbimento e la digestione degli zuccheri, scongiurando il rischio di eventuali picchi glicemici;
  • consumare cibi ricchi di proteine (uova, ricotta magra, fiocchi di latte, petto di pollo, merluzzo) e di Omega 3 (sgombro, sarde, aringhe, olio di soia, semi di lino, uva, kiwi), con funzione protettiva contro patologie metaboliche e scompensi glicemici;
  • lasciare ampio spazio ad antiossidanti vitaminici e non, in grado di combattere i radicali liberi. Tra questi, frutti rossi e arancioni, crostacei e latte (Vitamina A); limoni, mandarini, arance, pompelmi, prezzemolo, cicoria, lattuga (Vitamina C); sesamo, germe di grano e di mais (Vitamina E); aglio, cipolla, ciliegie, melograno, frutti di bosco, caffè, tè, cacao (flavonoidi);
  • concedersi piccole quantità di vino rosso.

Occorre, poi, diminuire il carico glicemico dei pasti, che dovranno essere 5-7 nell’arco della giornata, con porzioni ridotte, stando attenti a distribuire i nutrienti in maniera equilibrata.

Da evitare, invece, cibi “spazzatura”, ipercalorici, e con alto indice glicemico: dolciumi, pizza, cereali raffinati e bolliti, snack, crosta del pane, birra, bevande zuccherate. Sono sconsigliati anche grassi cattivi, come lipidi saturi (panna, formaggi grassi, insaccati, salumi, wurstel, hamburger) e idrogenati (margarina, prodotti da forno).

Glicemia alta al mattino? Leggi questi consigli..

Spesso accade che appena svegli, anche prima di aver fatto colazione, i livelli di glicemia nel sangue risultino particolarmente elevati. Condizione dovuta al fatto che, a stomaco vuoto, l’insulina si esaurisce in anticipo. Ma può anche dipendere dal cosiddetto fenomeno dell’alba: l’aumento dei valori di glucosio prodotto soprattutto dal fegato tra le 4 e le 8 del mattino, causato dai cambiamenti ormonali, che preparano il nostro corpo al risveglio e alle attività quotidiane. O più comunemente si è soliti addossarne la responsabilità all’effetto Somogyi (come il nome del ricercatore che lo ha scoperto). Consiste nella reazione dell’organismo alla riduzione dei livelli di zucchero durante la notte, con la produzione di glucagone.

Capire se si soffre di glicemia alta al mattino è semplice: in caso di sintomi, infatti, basta rivolgersi al proprio medico di fiducia, in grado di prescrivere test specifici, da effettuare almeno per tre giorni, consecutivi o alternati. La soluzione, inoltre, potrebbe essere quella di modificare tipologia o quantità di farmaci: se affetti, ad esempio, da diabete di tipo 2 può rivelarsi utile assumere metformina al fine di tenere a bada la secrezione di glucosio da parte del fegato. Oppure, se si tratta di effetto Somogyi, potrebbe essere sufficiente fare uno spuntino prima di andare a dormire. E ancora: controllare il proprio regime alimentare, secondo le indicazioni soprariportate, e fare tanto esercizio fisico (almeno 5 giorni alla settimana). Suggerimenti che aiutano a smorzare sintomi gravi e complicazioni a cui i soggetti diabetici possono andare incontro.

Integratori e rimedi naturali per ridurre e controllare la glicemia alta

Glycophen di Farmaenergy

Glycophen di Farmaenergy – Integratori Glicemia

All’occorrenza, se l’intento è abbassare la glicemia, è consigliato ricorrere a rimedi naturali e integratori capaci di regolarne livelli e possibili conseguenze. Tra i più efficaci, ricordiamo quelli a base di:

  • Gymnema. Le foglie della pianta rampicante originaria di India e Africa fanno sì che l’intestino assimili dosi limitate di glucosio, stimolando le cellule beta del pancreas a produrre insulina. L’estratto, in particolare, si rivela un toccasana contro il diabete di tipo 2;
  • Mirtillo Nero, ricco di principi attivi, abbassa i livelli di zucchero nel sangue;
  • Momordica. Favorisce il rilascio di insulina e migliora il metabolismo del glucosio. Svolge, pertanto, azione ipoglicemizzante, prevenendo la comparsa di diabete e patologie affini;
  • lo stesso si può dire dell’Eucalipto, caratterizzato dalla presenza di polifenoli antiossidanti come i tannini, che bloccano la digestione dei glucidi;
  • Galega Officinalis. Contiene galegina, un alcaloide ipoglicemizzante che incrementa le proprietà dell’insulina, ottimizza la captazione muscolare del glucosio, la produzione pancreatica di glucagone e il meccanismo epatico di glicogenolisi;
  • Sambuco. Ha peculiarità insulino-stimolanti e ipoglicemizzanti grazie all’intervento di terpenoidi e fitosteroli (beta-sitosterolo);
  • Opunzia. I suoi polisaccaridi, soprattutto i mannani, trattengono gli zuccheri e ne bloccano l’assorbimento a livello intestinale;
  • Ginseng americano. Rallenta l’assimilazione dei carboidrati, incentivando il rilascio di insulina e la captazione tissutale del glucosio;
  • Mirto. Inibitore per eccellenza dell’enzima digestivo intestinale alfa-glucosidasi;
  • Berberina, composto bioattivo estratto da piante come la Berberis. Modula i recettori insulinici del tessuto muscolare, e ne potenzia le capacità, in modo tale da interagire con l’insulina. Accelera, inoltre, l’impiego di carboidrati da parte delle cellule dei muscoli, e riduce colesterolo LDL e trigliceridi, a favore del colesterolo “buono”.

Torna utile in caso di glicemia alta anche la cannella, che diminuisce i valori di glucosio, peso e pressione. A tal proposito, sono state condotte diverse ricerche sulle funzioni ipoglicemizzanti e ipotensive della spezia. In particolare, uno studio condotto in Inghilterra, su 58 individui di entrambi i sessi, affetti da diabete di tipo 2, ha provato come assumendo per 12 settimane 2 grammi al giorno di cannella, si sia rilevato non solo un importante abbassamento della glicemia a digiuno, ma anche un’evidente diminuzione di pressione diastolica e sistolica, girovita e indice di massa corporea.

In ogni caso, prima di ricorrere a integratori e rimedi naturali “fai da te”, è più che opportuno consultare il proprio medico per valutare i fattori di rischio, e affidarsi a un dietologo capace di indirizzare verso la terapia alimentare più adeguata. Evitare stili di vita sedentari, dimagrire in caso di sovrappeso, e prevenire rischi cardiovascolari (obesità, stress ossidativo, ipertensione, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia) sono altri aspetti da non sottovalutare se l’intento è mantenere in equilibrio i livelli di glicemia, tutelando la salute e il benessere del proprio organismo.

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