Blog

Glucosamina Solfato, proprietà e benefici

Glucosamina Solfato, proprietà e benefici

La Glucosamina è un aminomonosaccaride (aminoesoso) in quanto la sua formula di struttura è simile a una molecola di glucosio con la particolarità di possedere un gruppo aminico (-NH2), all’altezza del secondo carbonio (vedi figura).

struttura chimica della glucosamina

Nel nostro organismo a pH neutro fisiologico (valore circa 7,2), questa molecola presenta una protonazione del gruppo -NH2 che diventa -NH3 + e la sua carica positiva è controbilanciata da Sali negativi (anioni) i più importanti dei quali sono il solfato e il cloridrato, che sono poi i Sali più utilizzati come farmaci o Integratori Alimentari.
La sua funzione principale si esplica a carico delle articolazioni: in particolare assicura una corretta formazione di glicosaminoglicani (GaG’s), il cui compito principale è quello di garantire l’integrità e la funzionalità ottimale delle cartilagini*, parti fondamentali delle articolazioni umane e animali.

*Cartilagini: la cartilagine articolare è formata da un tessuto visco-elastico, caratterizzato dall’essere particolarmente resistente agli urti e alle trazioni, e il suo ruolo fisiologico è quello di comportarsi come un vero e proprio cuscinetto per ammortizzare e proteggere le varie strutture articolari, consentendo così un movimento armonioso e sicuro.

Con il passar degli anni per una serie di cause ben note (aumento del peso corporeo cronico, l’aver praticato in gioventù diversi tipi di sport di movimento sia a livello amatoriale che agonistico, aver subito traumatismi specifici a carico delle strutture ossee e soprattutto con l’invecchiamento) diminuisce la capacità dell’organismo di produrre livelli sufficienti appunto di glucosamina, con la conseguenza che anche la cartilagine perde la sua capacità di assorbire gli urti andando incontro a una vera e propria usura delle articolazioni (in particolare, il ginocchio, l’anca, le mani) detta osteoartrite.

Da qui la necessità di una integrazione dall’esterno.

Distruzione delle cartilagini e infiammazione sinoviale

Infiammazione sinoviale e distruzione delle cartilagini

Dal punto di vista del metabolismo della glucosamina (ovviamente quella assunta come fonte esterna per es. con Integratori Alimentari o con i cibi) circa il 90 % di quella introdotta viene assorbita nell’intestino tenue e da qui trasportata attraverso le 4 vene mesenteriche al fegato e poi a sua volta da lì nelle articolazioni (tropismo funzionale).

Glucosamina vegetale, dove si trova?

Ultimamente è possibile avere a disposizione della glucosamina vegetale estraendola con un brevetto internazionale dal mais non ogm, utilizzando un fungo come bioreattore.

In questo modo la glucosamina vegetale diventa adatta per chi segue una alimentazione non animale quindi vegana.
La differenza fra le due glucosamina è puramente filosofica: dal punto di vista chimico e biochimico sono identiche e anche l’effetto farmacologico-biologico atteso è lo stesso.

Molte persone anche non vegane guardano di buon occhio a una forma di glucosamina che non venga direttamente da fonti animali: in questo caso gusci ed esoscheletro di crostacei e gamberi; infatti le persone allergiche o intolleranti con questi cibi potrebbero andare incontro a fenomeni di tossicità.

La realtà è che nelle parti citate di questi animali non sono contenuti gli allergeni responsabili, quindi un buon consiglio scientifico dovrebbe prevedere che colui che intenda prendere della glucosamina solfato si informi sul suo grado di purezza di questa materia prima e poi d’accordo con il proprio medico inizi da dosaggi molto bassi (in letteratura non ci sono limitazioni del suo impiego anche in pazienti intolleranti o allergici ai crostacei, a patto appunto che la casa produttrice la abbia ottenuta dopo aver espletato le normali procedure di purezza tipiche di prodotti estratti da miscele di componenti).

A cosa serve la Glucosamina Solfato?

In considerazione delle sue proprietà intrinseche e alla luce delle passate e recenti ricerche scientifiche ottenute anche con trial clinici su pazienti affetti da degenerazione o assottigliamento delle cartilagini esaminiamo da vicino i possibili vantaggi da una sua integrazione alimentare.

Benefici attesi con la supplementazione di glucosamina

Gli effetti di una costante integrazione di questo nutriente, sono riconducibili a:

  • protezione del metabolismo degli elementi significativi dell’articolazione, cartilagini e condrociti, da fenomeni ossidativi;
  • stimolazione dell’attività protettrice dei condrociti (cellule cartilaginee che concorrono alla formazione della cartilagine stessa e delle strutture deputate a consentire il fisiologico utilizzo delle articolazioni);
  • inibizione dei fenomeni degenerativi e infiammatori (con diminuzione nella produzione di proteasi e citochine infiammatorie);
  • mantenimento delle proprietà visco-elastiche del liquido sinoviale (liquido fluido e limpido dotato di capacità appunto visco-elastiche che s’interpone fra le diverse strutture delle articolazioni consentendo rotazioni e movimenti nello spazio).

Numerosi studi in doppio cieco con placebo (cioè una modalità in cui né il medico sperimentatore né il paziente sa se prende il farmaco o il placebo) hanno dimostrato che la glucosamina solfato somministrata regolarmente ottiene risultati paragonabili all’assunzione di antinfiammatori non steroidei (Fans), manifestando una riduzione significativa del dolore e dell’infiammazione, con miglioramenti convincenti della ripresa della funzionalità articolare.

D’altronde, la glucosamina da sola o insieme al condroitin solfato può essere considerata tra le sostanze più utilizzate negli Integratori alimentari e all’anno se ne vendono nel mondo diversi milioni di confezioni (il condroitin solfato essendo una molecola molto grande mostra un assorbimento e quindi una biodisponibilità molto bassa, per cui la sola glucosamina è più che sufficiente magari associata a Metilsulfonilmetano -MSM, Vit. C, acido jaluronico, olio di pesce, a garantire risultati soddisfacenti anche per utilizzi continuati nel tempo).

Come aiutare l’organismo a fornirci la glucosamina attraverso una produzione endogena

Altro modo per garantirsi delle proprie riserve di glucosamina è quella di ricercare cibi che contengano l’aminoacido lisina, che appartiene alla categoria di aminoacidi essenziali, cioè quelli che il nostro organismo non è in grado di prodursi da solo.

Infatti, la L-lisina insieme alla Vitamina C partecipa alla formazione del collagene che può agire come stimolante delle cellule cartilaginee (condrociti) assicurando così un rinforzo naturale e una via alternativa alla glucosamina stessa (o al limite prendendo entrambe le sostanze).

Gli alimenti in cui trovare giuste quantità di lisina sono infatti la carne rossa, la carne di maiale, le uova e le carni bianche (pollo e tacchino), e anche legumi come i fagioli.

È possibile ricercare la lisina consumando pesce azzurro (merluzzo, sardine, salmone), dove l’aminoacido è naturalmente presente.

Altri alimenti da prendere in considerazione sono il latte e derivati (yogurt e formaggi) e frutta come pere, mele albicocche e fichi.

Quando e come assumerla

I Sali di glucosamina sono solubili in acqua semplificando l’assunzione attraverso compresse o bustine orali con nessun problema di intolleranza gastrica.

La dose dovrebbe essere mantenuta sui 1500 mg in tre somministrazioni ai pasti principali.

La glucosamina è possibile associarla a farmaci tradizionali e quindi ci comporta da vero e proprio alleato della nostra salute. Come abbiamo detto è possibile integrare oltre alla glucosamina (sottoforma di solfato è il sale da preferire in quanto lo zolfo è fondamentale per gli annessi cutanei (ossa, pelle, cartilagini, etc), la Vitamina C, la L-lisina, gli Omega-3, e un ulteriore donatore di gruppi solforati (contenenti zolfo) come il Metilsulfonilmetano.