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Aloe Vera succo, proprietà e controindicazioni

Aloe Vera succo, proprietà e controindicazioni

Il genere botanico Aloe è sempre stato classificato come appartenente alla famiglia delle Liliacee (come lo sono i gigli, le cipolle, l’aglio, gli asparagi) tutte caratterizzate da un bulbo originario.
Successivamente un ricercatore inglese ne ha modificato la classificazione collocandola in una nuova famiglia detta delle Aloacee per specifiche e caratteristiche botaniche uniche.

La famiglia delle Aloacee è formata da circa 350 varietà di piante, di cui ben 132 specie sono state classificate di recente in Sudafrica!

Fra le specie di interesse cosmetico-curativo possiamo evidenziare: l’Aloe arborescens Miller, l’Aloe ferox e l’Aloe barbadensis Miller varietà Vera.

Aloe barbadensis Miller o Vera

È una pianta perenne che cresce a forma di cespuglio, dalla cui base si dipartono le foglie lunghe e carnose ad andamento spiraleggiante (vedi foto).

Foto della pianta Aloe Barbadensis

Aloe Barbadensis, foto.

Originaria dell’Africa, la sua diffusione in altre parti del mondo è avvenuta dopo le spedizioni di Colombo e Vespucci.

Infatti, il clima caldo e umido dell’America centrale favorisce la sua buona diffusione specialmente negli arcipelaghi caraibici, da cui la definizione di barbadensis cioè proveniente dalle isole Barbados.

Le foglie dell’Aloe Vera si presentano compatte e lisce di color verse chiaro con contorni ben delineati, a volte punteggiati di rosa durante i periodi freddi, con una buona consistenza.

La pianta raggiunge la sua maturità dopo 4 anni; quando le foglie vengono tagliate (in realtà si tratta di incisioni longitudinali) e ne scaturisce fuori un liquido di consistenza gelatinosa che rapidamente si rapprende e “cicatrizza” la foglia impedendo alla linfa di fuoruscire.

Quindi, raccogliendo in meno di due ore il ricco e prezioso gel e liofilizzandolo direttamente nel luogo di origine si ottiene così una materia prima che può conservarsi per almeno 3 anni (il processo appena accennato è oggetto di brevetto internazionale e le procedure rigorose consentono una classificazione mondiale garante della qualità di detta materia prima).

Il componente principale di tale “gel” appartiene alla famiglia dei polisaccaridi “Acemannano”, un carboidrato complesso aventi seguenti proprietà:

  • immunomodulazione;
  • capacità di cicatrizzare le ferite;
  • attività antinfiammatorie e antidolorifiche;
  • contenuto di sali minerali e vitamine ma anche enzimi proteolitici benefici.

Aloe arborescens Miller

Anche questa varietà di Aloe è originaria dell’Africa centro-meridionale ma risulta ben adattata anche in Giappone, Russia, Asia. A differenza della “barbadensis, essa non si sviluppa su una base cespugliosa ma su un tronco legnoso con foglie ad andamento alternate che può raggiungere un’altezza anche di 3 metri.

aloe arborescens

Aloe Arborescens, foto

Questa pianta è perenne con foglie grasse e presenza di spine ai contorni delle foglie con un colore grigio-verde differenziante, le cui foglie sono più strette ma ugualmente consistenti.
Caratteristica ulteriore differenziante è la presenza di una cuticola esterna più spessa che ne garantisce una resistenza maggiore durante i climi freddi.

Dal punto di vista farmacologico questa varietà mostra maggior presenza di elementi antrachinonici (appartenenti all’Aloina, appunto una miscela di composti antrachinonici ad attività purgante “drastica”, ma anche con effetti citoprotettivi e antitumorali).

Il gel che si ricava è di consistenza minor; questo e l’effetto principale come lassativo ne ha limitato lo sviluppo della ricerca.

Differenze farmacologiche e d’impiego clinico-salutistico dei due tipi di Aloe.

Aloe Barbadensis

La foglia di questa Aloe contiene al suo interno un gel (fogliare) costituito dal 96-97% di acqua, quantità che può variare a secondo delle stagioni e del terreno dove si produce e un 3-4% di sostanze farmacologicamente utili.

Per gel puro s’intende la raccolta del liquido che viene fuori dopo incisioni longitudinali e subito raccolto e stabilizzato con addensanti per consentirne un uso topico.

Tale gel concentrato può essere indicato per preparazioni dermo-cosmetiche o salutistiche in senso stretto (pelle secca e disidratata, cicatrizzante per ferite, trattamento palliativo per la psoriasi e le dermatiti su base atopica e/o irritativa).

Nel caso di ferite, gli enzimi proteolitici contenuti sono in grado di “digerire” il tessuto danneggiato, favorendo e accorciando il tempo di guarigione.

Inoltre, la barbadolina e l’acido aloetico possono agire da sostanze antibatteriche, così come la presenza dell’Acemannano, in grado di esercitare azioni immunomodulanti e di riepitelizzazione e di esteri dell’acido salicilico e cinnamico contribuiscono ad esercitare attività antiinfiammatoria e antidolorifica.

Se il gel viene rapidamente sottoposto a liofilizzazione dopo la raccolta (comunque entro le due ore dai tagli longitudinali), la polvere così ottenuta oltre a una maggiore stabilità, consente una sua utilizzazione anche in tre anni dalla raccolta.

Aloe succo (con o senza aloina)

Ovviamente preparazioni che contengano la formazione di un succo derivato dall’utilizzo di tutta la foglia (attraverso la riduzione in piccole parti della foglia stessa e loro centrifugazione), saranno ricche di sostanze antrachinoniche e quindi ad effetto principale come purgante/lassativo (drastico, cioè per irritazione del tessuto epiteliale enterico).

È possibile ottenere un succo privato di aloina e quindi privo di antrachinoni e dell’effetto purgante, ma in questo caso il risultato sarà sì ugualmente benefico, ma meno attivo del gel puro in quanto più diluito e più delicato (queste preparazioni rischiano di essere poco attive in quanto i polisaccaridi per la luce del sole e nel tempo possono degradarsi a zuccheri semplici perdendo tutto o in parte le caratteristiche di immunomodulazione e altro).

Per la verità in commercio esistono preparazioni che vantano proprietà resistenti nel tempo perché stabilizzate, senza entrare in polemica sarebbero preferibili formulazioni contenenti il gel in forma liofilizzata anche sapendo che il processo di liofilizzazione è un molto delicato e se mal eseguito può portare alla perdita della struttura complessa dell’Acemannano.

Comunque, il succo d’Aloe è però anche ricco anche di Sali minerali (tutti i più importanti, come calcio, fosforo, rame, selenio, zinco, magnesio, manganese e germanio, e molte vitamine, come la provitamina A, B1, B3, B6, B9, B12, Vit. C e Vitamina E, e altre sostanze salutistiche come l’inositolo, steroidi vegetali, aminoacidi essenziali, quali la Fenilalanina, Isoleucina, la Leucina, la Lisina, la Metionina, la Treonina,e la Valina.

Il gel liofilizzato può essere utilizzato per via sistemica in compresse o capsule al dosaggio di 400 mg per capsula/compressa una o due volte al dì come immunomodulatore, riepitelizzante, antiinfiammatorio epidermo-protettivo anche per prolungate esposizioni ai raggi solari: in questo modo le formulazioni risultano molto più stabili ed attive.

Aloe arborescens Miller

Questo tipo di Aloe come abbiamo detto ha le foglie più piccole e quindi con un contenuto di gel puro ridotto.
Questa varietà di pianta è utilizzata per ottenere un succo anche puro al 100%.
In questo caso per ottenere dei prodotti di ottima qualità è necessario che la raccolta e la lavorazione delle foglie avvenga in modo molto accurato previa diminuzione delle caratteristiche curativo/salutistiche.

Infatti, la raccolta delle foglie deve avvenire manualmente foglia per foglia (da qui gli alti costi di prodotti certificati) e ogni lotto non deve contenere più di una tonnellata di foglie.

Lo stabilimento di raccolta e produzione industriale deve necessariamente essere vicino alla piantagione, perché anche due o tre ore dal raccolto e lasciando le foglie all’aria si possono perdere i principali costituenti per ossidazione.

Le foglie così vengono lavate per eliminazione di qualsiasi presenza batterica, attraverso una soluzione di Sali specifici. Dopodichè vengono triturate e poi centrifugate in modo da ottenere un liquido omogeneo dal sapore molto amaro e di un verde intenso a cui viene aggiunta l’enzima cellulasi per favorire la fuoriuscita dei principi attivi.

A questo punto o si può utilizzare così puro, previa stabilizzazione dove prevarrà l’effetto lassativo o lo si sottoporrà a un processo chimico per l’eliminazione dell’aloina attraverso solventi specifici.
In questo modo il prodotto, seppur manipolato, conterrà l’acemannano, i Sali minerali, le vitamine e le altre sostanze salutistiche le cui proprietà sono state già descritte. A volte il composto viene pastorizzato per consentirne una conservazione migliore.

Modo d’uso e controindicazioni del succo di Aloe

I benefici dei succhi ottenuti dalle due varietà sono abbastanza simili; le differenze si manifestano principalmente nell’ottenimento dei gel che sono molto più consistenti se derivati dalla varietà Barbadensis.

I succhi possono essere bevuti (circa 200 ml) al dì e tenuti in frigo e lontano dai raggi solari.

Per quel che riguarda le possibili controindicazioni, non vi sono a parte l’allergia a uno dei componenti della struttura fogliare. I limiti delle formulazioni in succo sono di natura preparativa e di stabilizzazione del preparato.