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Glutatione, a cosa serve e quando assumerlo sotto forma di integratore

Glutatione, a cosa serve e quando assumerlo sotto forma di integratore

Ridotto (GSH), liposomiale liquido, in compresse o in polvere, gli integratori di glutatione devono la loro recente notorietà al successo terapeutico riscontrato con il farmaco TAD nei processi di detossificazione e protezione dall’azione nociva degli agenti xenobiotici, radioattivi e ossidanti intracellulari.

In questo articolo spiegheremo cos’è e a cosa serve il glutatione soffermandoci sulla reale utilità degli specifici complementi alimentari, di come assumerli e degli eventuali effetti collaterali.

Glutatione: A cosa serve

Il ruolo che il glutatione o GSH ricopre all’interno del nostro organismo è esclusivo ed indispensabile per le molteplici funzioni connesse con l’integrità cellulare e dei tessuti.

Conosciuto come la “Madre di tutti gli Antiossidanti” si tratta infatti dell’unico e più potente antiossidante di cui il nostro corpo dispone (endogeno) ed è un tripeptide naturale, ossia un composto costituito da tre aminoacidi, acido glutammico, cisteina e glicina.

Grazie alla sua struttura chimica il glutatione può facilmente ossidarsi e ridursi, proteggendo le proteine funzionali e gli altri composti ossidabili presenti nel nostro organismo.

Più nello specifico la sostanza rientra nel gruppo di enzimi ad effetto antiossidante, denominati glutatione perossidasi.

L’attività di tali enzimi è collegata alla presenza di selenio e si espleta nella catalizzazione e neutralizzazione dell’acqua ossigenata (forte radicale libero) e di altri perossidi.

Sebbene la medicina ufficiale non si sia ancora espressa sulle proprietà antiossidanti di questa sostanza (ad oggi si contano più di 60.000 ricerche sul metabolismo e sulle funzioni biologiche), una delle peculiarità potenzialmente attribuibili al glutatione riguarderebbe l’effetto anti-aging (antinvecchiamento).

Altro discorso invece deve essere fatto sull’azione anticancro e curativa dell’AIDS, perlopiù trovate commerciali non supportate da nessun riscontro clinico o minima evidenza scientifica.

Dato il suo coinvolgimento nei processi antiossidanti intracellulari (azione della superossidodismutasi SOD e delle vitamine E,A,C,K del selenio, della cisteina ecc..), l’utilizzo di un supplemento contenente glutatione potrebbe essere utile per le seguenti ragioni:

  • funzione antiossidante;
  • azione chelante dei metalli pesanti;
  • effetto detossicante epatico (anche sfruttando le proprietà di supporti come cardo mariano e acido alfa lipoico)

Proprio su quest’ultimo punto dobbiamo necessariamente rilevare che il concetto su cui si fonda quella visione del corpo soggetto continuamente a contaminazione tossinica è del tutto poco fondato e scientifico.

Se ciò corrispondesse al vero, ogni composto disintossicante promuoverebbe la performance atletica nello sportivo che, non più intossicato, potrebbe raggiungere il suo massimo potenziale fisico.

Ruolo protettivo del Glutatione nelle malattie croniche

Il glutatione è essenziale per un semplice motivo: rigenera gli antiossidanti al fine di contrastare il rilascio di molecole radicaliche responsabili dell’invecchiamento e degeneramento cellulare. Trattare con i radicali liberi è come “passarsi la patata bollente”, il meccanismo è semplice; essi passano dalla vitamina C alla E all’acido lipoico ed infine al glutatione, che limita i radicali e “ricicla” gli altri antiossidanti.

Dopo questo processo, il corpo può “ridurre” o rigenerare un’altra molecola protettiva di glutatione mantenendo l’omeostasi. Tuttavia, si verificano problemi quando siamo sopraffatti da elevato stress ossidativo e carica tossinica. In tale circostanza, infatti, il glutatione si esaurisce e non può più proteggerci dai radicali liberi impedendo l’espulsione delle tossine.

Come affermato in precedenza, sebbene non esistano studi specifici in grado di confermare la correlazione tra ridotti livelli di glutatione e malattie croniche, alcuni ricercatori e medici sempre più spesso affermano il contrario.

A tal proposito vogliamo citare cosa dice il Dr Mark Hyman sull’Huffington Post: ” Ho riscontrato una deficienza di glutatione praticamente in quasi tutti i pazienti fortemente malati. Questi soffrono solitamente di fatica cronica, problemi al cuore, cancro, infezioni croniche, patologie autoimmuni, diabete, autismo, morbo di Alzheimer e Parkinson, artriti, asma, problemi renali, epatici etc..”

Incrementare i livelli di glutatione con l’alimentazione e l’esercizio

Di seguito elenchiamo 4 importanti aspetti da tenere in considerazione se vuoi ottimizzare naturalmente i livelli endogeni di questo potentissimo antiossidante, e quindi:

1) Consuma alimenti ricchi di zolfo come aglio, cipolle, cavolini di bruxelles, cavolo, spinaci, broccoli etc..

2) Prova il siero di latte in polvere, una fonte alimentare ricca in cisteina, aminoacido fondamentale perchè coinvolto con la sintesi di glutatione. A tal proposito consigliamo fonti proteiche bioattive non pastorizzate, biologiche e prive di pesticidi, ormoni e antibiotici.

3) Mantieniti attivo con l’esercizio fisico, in quanto oltre a ottimizzare il sistema immunitario, aumenta la detossificazione e le difese antiossidanti del corpo. 30 minuti al giorno di camminata veloce, jogging o altre tipologie di esercizio aerobico per 3 volte a settimana, sono più che sufficienti.

4) Dormi 8-9 ore a notte, dato che è proprio durante le ore di sonno profondo avvengono i processi detossificanti e rigenerativi dell’organismo.

Integratori di glutatione, servono davvero?

La moderna integrazione alimentare oggigiorno ci offre alcuni efficaci supplementi nutraceutici in grado di incentivare, quando necessario, i livelli di questo composto endogeno e di altri antiossidanti, vediamoli.

1) N-Acetil Cisteina, sostanza utilizzata in ambito medico come mucolitico e citoprotettore (protegge le mucose), il NAC ha dimostrato inoltre una certa abilità nel proteggere le cellule epatiche aiutando il fegato, al contempo, a disintossicarsi e a prevenire i danni potenziali causati da un eccessivo consumo di alcool.

2) Acido Alfa Lipoico, agisce “riciclando” altri importanti antiossidanti come le vitamine C ed E, il coenzima Q10 e appunto, il glutatione. E’ inoltre ottimo come chelante dei metalli pesanti mercurio e piombo risultando quindi indispensabile nei processi disintossicanti dell’organismo.

3) Sostanze nutrienti per la metilazione (acido folico e vitamine B6 e B12). Questi sono forse i più importanti per mantenere la naturale capacità del corpo nel produrre elementi antiossidanti. Metilazione, produzione e riciclaggio del glutatione rappresentano le funzioni biochimiche più importanti del tuo corpo. Assumi quindi il folato (specialmente nella forma attiva di 5 metiltetraidrofolato) e le vitamine del gruppo B B6 (nella forma attiva P5P) e B12 (nella forma attiva metilcobalamina).

3) Selenio, importante minerale che aiuta il corpo a riciclare e a produrre più glutatione.

4) Cardo Mariano titolato in silimarina, estratto vegetale utilizzato in fitoterapia per i problemi epatici, può incrementare i livelli di questo antiossidante.

Glutatione Ridotto (GSH) e Liposomiale

Capitolo a parte meritano le nuove formule orali di glutatione. Differentemente dai supporti naturali sopracitati, tutti precursori diretti o indiretti dell’antiossidante, qui abbiamo a che fare con molecole più o meno stabili che dovrebbero “mimare”, seppure in minima parte, alcuni degli effetti promossi da farmaci specifici come il TAD.

Prima di entrare nelle specifiche di questi prodotti è necessario però ricordare cosa affermano alcuni ricercatori in merito.

Nel 1992 la ricerca di Witschy, Reddy, Stofer, Lauterburg (Eur. J. Clin. Pharmacol.1992; 43(6):667-9) ha evidenziato che, a causa dell’idrolisi del glutatione della gamma-glutamiltransferasi intestinale ed epatica, l’utilizzo di glutatione orale (anche a dosi di 3 grammi al dì) non aumentava significativamente i livelli di detto elemento nell’organismo.

Da allora le cose non sono granchè cambiate. Se si consulta la banca dati del National Institute of Health inserendo la parola chiave “glutatione” ci si accorge che “le ricerche suggeriscono che le forme orali non sono bioattive e solamente una minima parte di glutatione in compresse o capsule viene assorbita dal corpo”.

Ricordando che una ricerca non fa scienza (in uno o nell’altro senso), tra i prodotti più in voga citiamo gli integratori alimentari di Glutatione Ridotto Setria® e le forme liposomiali liquide o in compresse. La prima è una matrice brevettata dalla multinazionale Kyowa a base di una forma tripeptidica che, come dimostrato in alcuni studi clinici, sembra innalzare i livelli ematici di glutatione. Kyowa afferma che assumendo 1000mg al giorno, la presenza ematica di glutatione aumenta del 30%, incrementando al tempo stesso i globuli rossi del 30% e del 260% i livelli di glutatione delle cellule vestibolari.

In merito agli integratori liposomiali, è necessario spiegare cosa sono i liposomi. La tecnologia liposomiale, anche se a tutt’oggi oggetto di studi atti a validarne la reale efficacia, potrebbe aumentare l’assorbimento delle sostanze nutritive catturando i principi attivi all’interno di specifiche membrane denominate liposomi. Queste sono delle minuscole bolle formate da molecole fosfolipidiche a doppio strato (simili alle membrane cellulari presenti nel nostro organismo), che proteggerebbero gli ingredienti attivi bypassando i succhi gastrici e rilasciando il glutatione all’interno delle cellule.

Ciò permetterebbe di proteggere il composto da ossidazione e degradazione limitando al contempo problematiche gastrointestinali e assicurando una biodisponibilità vicina al 100%.

Conclusioni

Abbiamo spiegato cos’è il glutatione, l’unico composto antiossidante che il nostro corpo è in grado di sintetizzare, ci siamo soffermati sulle sue proprietà disintossicanti e chelanti delle sostanze dannose per il nostro organismo facendo riferimento anche ad un suo potenziale coinvolgimento in molte malattie croniche. Se sei interessato ad utilizzare fonti esogene in grado di favorirne la produzione, ti suggeriamo di farlo solo consultando preventivamente il parere del medico o nutrizionista, che saprà ottimizzarne naturalmente la sua sintesi endogena prima di consigliarti se, e quale integratore di glutatione assumere.